Contratto vigilanza privata, interrotte le trattative per il rinnovo

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Roma – Nel tardo pomeriggio di oggi si sono interrotte le trattative per il rinnovo del contratto nazionale della vigilanza privata scaduto dal mese di dicembre del 2008 e che in Italia interessa oltre 50.000 lavoratori.

Le organizzazioni sindacali Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil, registrando l’indisponibilità delle associazioni datoriali del settore a trattare rispetto ai contenuti delle piattaforme rivendicative presentate dai sindacati e considerando le difficoltà generali del settore un motivo non valido per il mancato rinnovo, hanno deciso di richiedere l’intervento del ministero del Lavoro per ricondurre la trattativa nell’alveo di un negoziato fattivo, di dichiarare l’immediato stato di agitazione di tutta la categoria e di proclamare di una giornata di sciopero nazionale in tempi e modalità da stabilirsi.
“Registriamo con rammarico lo stato di estrema frustrazione rappresentatoci dalle associazioni datoriali – ha dichiarato il segretario nazionale Fisascat Vincenzo Dell’Orefice – Pur non disconoscendo una parte delle motivazioni alla base delle lamentele esplicitate dalle parti datoriali tuttavia non possiamo accettare il principio che la crisi di competitività degli istituti e la scarsa crescita del settore siano pagati esclusivamente da lavoratori senza contratto da 19 mesi che con la crisi ed a salari invariati dal 31 dicembre 2008 devono fare i conti tutti i giorni”.
Il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri ha dichiarato che “a questo punto, constatata l’impossibilità di ridare un profilo di merito al negoziato, non ci resta che richiedere la mediazione istituzionale. Le ragioni dei lavoratori, che non dovrebbero essere ignorati dagli istituti di vigilanza, certamente dovranno essere ascoltate dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi”.