ROMA 22 gennaio 2010 – E’ proseguito oggi il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale per i circa 50.000 operatori della vigilanza privata tra le organizzazioni sindacali Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil e le parti datorialiAssiv, Anivip, Assvigilanza, Univ, Federsicurezza, Ancst-Legacoop, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Agcipsl.

A seguito delle prime battute negoziali, connotate da vaghezza nelle posizioni da parte datoriale,  le organizzazioni sindacali hanno richiesto alle associazioni firmatarie del contratto di lavoro scaduto il 31/12/2008 di approfondire i punti salienti della trattativa in una riunione tra le parti, fissata per l’8 e il 9 febbraio 2010. In particolare per la Fisascat, la federazione nazionale della Cisl rappresentativa degli operatori della vigilanza privata, assumono valore dirimente: la risposta salariale adeguata e proporzionata  alle esigenze dei lavoratori, la riforma del sistema di classificazione professionale, che tenga conto delle evoluzioni professionali degli operatori che quotidianamente operano in sistemi informatici con tecnologie avanzate, la definizione di un articolato in materia di cambi di appalto che garantisca la continuità occupazionale e la conservazione dei diritti normativi e salariali acquisiti, la ristrutturazione delle previsioni contrattuali in materia di orario di lavoro utile a conciliare flessibilità e diritto alla sicurezza e alla salute degli operatori. “Il settore della vigilanza privata assume particolare importanza se si pensa al ruolo che avrà nel garantire la sicurezza globale nel nostro Paese – ha dichiarato Pierangelo Raineri, segretario generale della Fisascat Cisl  – E’ urgente rinnovare al più presto il contratto di lavoro scaduto da oltre un anno”.
“E’ giunto il momento di chiedere alle istituzioni riposte politiche di vantaggio per un settore in forte sofferenza – ha aggiunto Vincenzo Dell’Orefice, segretario nazionale della Fisascat Cisl – Gli operatori del settore hanno bisogno di risposte certe e di garanzie occupazionali”.

Fonte: http://www.fisascat.it/

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