Convenzioni per la vigilanza privata: la scelta di Regione Lombardia

29 Gen 2010

di Ilaria Garaffoni

Il progetto di legge ridisegna ruolo e organizzazione della Polizia locale, che diventa Polizia locale regionale. Per regionale non si intende un comando unico, ma il livello del necessario coordinamento, che prevede l’integrazione delle funzioni, la condivisione delle informazioni e delle banche dati con gli organi dello Stato e con le istituzioni sul territorio, oltre al coinvolgimento del volontariato e dell’associazionismo nell’azione di prevenzione e di educazione alla legalità.
PRESIDI A TEMPO PIENO – Scopo fondamentale del progetto è attrezzare un servizio di Polizia locale regionale adeguato ad affrontare le attuali sfide della sicurezza, dotato quindi di adeguata competenza e capacità di affrontare la complessità delle situazioni e delle azioni da mettere in atto. “Ogni corpo di Polizia locale regionale – aggiunge i l’assessore Maullu – dovrà essere tale da garantire una copertura di lavoro di 12 ore, con almeno due turni, e avere una reperibilità operativa di 24 ore”. Il corpo di Polizia locale deve perciò avere una pianta organica di almeno 15 agenti e un comandante esperto sia di sicurezza sia dei profili legislativo, contabile e organizzativo della pubblica amministrazione (viene all’uopo istituito un “elenco” degli abilitati a essere comandante, cui gli enti locali possono attingere). E’ evidente che oggi con un comando composto da pochi operatori o addirittura da uno solo i servizi sul territorio non posso che risultare insufficienti e inadeguati. Evidentemente i piccoli o piccolissimi Comuni non hanno la possibilità di istituire una simile unità operativa: il progetto di legge lombardo spinge non a caso nella direzione di forme di gestione associate, che garantiscono livelli adeguati e ottimizzazione delle risorse.
FUNZIONI PROPRIE – Il progetto di legge definisce poi le funzioni proprie che devono essere svolte dagli operatori di Polizia locale regionale: funzioni di Polizia giudiziaria, stradale, amministrativa, tributaria locale e funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza. “Basta utilizzi impropri – sottolinea Maullu – di questo personale, come talvolta è accaduto nei Comuni, ad esempio per attività di messo notificatore, autista, ecc”.
In un sistema organico di politiche per la sicurezza urbana su scala regionale si definiscono senza sovrapposizioni né confusioni i ruoli di Comune (primo protagonista della sicurezza sul suo territorio), Provincia (che favorisce l’integrazione delle politiche di sicurezza e attua la formazione) e Regione (che coordina le varie Polizie locali regionali, dispone di strumenti finanziari per progetti e formazione e favorisce la cooperazione con le forze dello Stato).
COORDINAMENTO REGIONALE – Il coordinamento regionale rappresenta il cuore delle linee programmatiche regionali nell’ambito del sistema della Polizia locale. E’ prevista una struttura stabile di coordinamento, che agisce secondo gli indirizzi del Comitato regionale per la Sicurezza urbana presieduto dal presidente della Regione. La struttura di coordinamento potrà articolarsi in 5 dipartimenti: sicurezza urbana, Polizia amministrativa, problemi del territorio, dipartimento ambientale-ecologico, sicurezza stradale. Lo sviluppo delle politiche sul territorio è assicurato da appositi Accordi locali e Patti per la sicurezza.
NUMERO UNICO – Il progetto di legge prevede l’istituzione di un numero telefonico unico, attraverso il quale attivare il comando più vicino al luogo dell’evento per il quale si richiede l’intervento e un raccordo telematico tra i diversi comandi in modo da garantire sinergia e tempestività.
FONDO DIFESA – A tutela degli operatori, il progetto di legge introduce un Fondo per gli oneri di difesa nei procedimenti penali a carico degli operatori di Polizia locale regionale e inoltre un sistema di monitoraggio delle malattie professionali, in modo da poter agire efficacemente sulla prevenzione.
SOSTEGNO FINANZIARIO – Le ultime parti del progetto di legge prevedono che la Regione metta in campo stabilmente (come ha fatto da anni a questa parte) strumenti finanziari integrati, destinati a sostenere progetti di sicurezza di enti locali, innovazioni tecniche e forme di gestione associata del servizio.
Una parte è destinata anche alla costituzione di un fondo per le vittime della criminalità.
VIGILANZA PRIVATA – Sarà possibile avvalersi della collaborazione di guardie particolari giurate, quindi della vigilanza privata, attraverso convenzioni mirate, come sostegno al presidio del territorio e naturalmente nel rispetto della normativa statale vigente.
FORMAZIONE – Infine, particolare attenzione è posta sulla formazione del personale, sia in ingresso sia continua. Per sottoufficiali e ufficiali, poi, è istituita l’Accademia di alta specializzazione, mentre continuerà la collaborazione con l’Ateneo di Milano Bicocca per il corso di Sicurezza urbana, che ha avuto esiti molto soddisfacenti e un crescente successo di partecipazione.

Fonte: http://www.regione.lombardia.it

 

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