“Alla Guardia Giurata deve essere riconosciuto lo status giuridico di categoria usurante”. Con queste parole Flora Beneduce, coordinatrice dei Club della Libertà della provincia di Napoli, ha siglato il suo intervento nel corso del primo convegno nazionale  “Sicurezza: il ruolo della Guardia Giurata”. La manifestazione, che si è tenuta ieri mattina nella sala Gemito, ha ospitato relatori eccellenti, quali Giuseppe Alviti, presidente nazionale AGPG, Raffaele Bruno, vice segretario nazionale vicario del movimento sociale con Rauti, e Mauro Panico, responsabile nazionale affari legali e formazione AGPG.

Hanno partecipato, tra gli altri, Luigi Rispoli, presidente del Consiglio Provinciale di Napoli, e Cristiano Giardina, coordinatore Master Ipts (International Police Training System). All’evento hanno aderito anche i sindacati delle forze dell’ordine, rappresentanti della società civile e delle comunità religiose. Commovente, inoltre, la premiazione della GPG Maurizio Di Benedetto, che ha sventato la rapina ad una banca, divenendo un esempio di coraggio e abnegazione.   Ricco di spunti il discorso di Flora Beneduce, che ha subito espresso la propria gratitudine alle Guardie Giurate per l’attività che svolgono sul territorio nazionale.  “In questa occasione mi sia permesso di contribuire ad abbattere un pregiudizio – ha esordito la dottoressa Beneduce -. È noto che il settore della vigilanza privata persegue principalmente fini di natura privatistica, per cui si è diffuso lo stereotipo che la guardia giurata sia corpo di serie B. Demoliamo questo pregiudizio”.

Flora Beneduce si è soffermata sulle funzioni fondamentali svolte dalla GPG per garantire la sicurezza collettiva, in primis, la tutela dei beni, mobili ed immobili non solo di privati, ma  di enti anche pubblici.

“A regolare l’attività, però, ci sono normative obsolete, redatte oltre 70 anni fa – continua la coordinatrice provinciale dei Club della Libertà -. Lo svecchiamento dei regolamenti risulta indispensabile perché gli oltre 50 mila lavoratori impegnati nel settore hanno diritto al riconoscimento di uno status particolare. Si tratta di una premessa importante per esprimere un punto di vista che, probabilmente,  interpreta anche il pensiero delle guardie giurate.  Talvolta,  esse subiscono un vero e proprio sfruttamento da parte delle aziende, che si sentono tutelate da leggi anacronistiche, non adeguate ai tempi, al progresso economico e tecnologico, e, soprattutto, al mutamento intervenuto nel settore. A ciò si aggiunga che un decreto interministeriale per i lavoratori di questo settore deroga la normativa europea sull’orario di lavoro, attribuendo alle Guardie Particolari Giurate compiti di sicurezza sussidiaria verso tutti gli obiettivi istituzionali o sensibili. Perciò, i suddetti lavoratori sono sottoposti alla limitazione del diritto di sciopero. Inoltre, essi  svolgono un’attività  usurante,  a causa dei continui cambi turno e degli orari di lavoro che vanno dalle 12 alle 16 ore al giorno”. L’articolazione dell’intervento giunge, quindi, alla conclusione che questo lavoro determina condizioni estreme di stress, dovuto non solo al lavoro notturno, ma anche alla tensione psicofisica del rischio per la propria incolumità fisica, legata al pericolo per i compiti svolti. “Ecco che, in questa sede, mi impegno ad attivare tutti i miei contatti istituzionali per cambiare la normativa  – conclude Flora Beneduce -. Proporrò che alla Guardia Giurata sia concesso il riconoscimento giuridico di categoria usurante”.

 

Fonte :stabiachannel.it

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