Licenziamento: guai in vista per le guardie giurate con la manovra bis

05 Set 2011

di Ilaria Garaffoni

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ROMA – La “manovra-bis” continua a far parlare di sé.
Tra gli emendamenti approvati in commissione Bilancio al Senato, c’è infatti anche il famigerato art. 8 del testo che disciplina i contratti aziendali. L’emendamento prevede che la contrattazione aziendale possa derogare agli accordi e a leggi dello Stato, compreso lo Statuto dei Lavoratori e quindi anche l’art. 18 (che stabilisce l’obbligo di reintegro per i licenziati senza giusta causa o giustificato motivo). Sono escluse alcune categorie “a tipico rischio licenziamento” (donne incinte, in procinto di sposarsi o in congedo per malattia del figlio) e le norme costituzionali, comunitarie e le convenzioni internazionali.

Questo il testo: “Fermo restando il rispetto della Costituzione, nonchè i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali di lavoro, le specifiche intese di cui al comma 1 operano anche in deroga alle disposizioni di legge che disciplinano le materie richiamate dal comma 2 alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali”.
Inoltre è stato approvato un emendamento che afferma la validità «per tutti i lavoratori» degli accordi sottoscritti dalla maggioranza dei sindacati (il famoso “erga omnes” che ha fatto tanto discutere nel caso Fiom) e il limite della rappresentanza sindacale alle principali sigle.
Se la manovra dovesse diventare definitiva, potrebbe avere importanti ripercussioni in un settore “labour-intensive” come la vigilanza privata.

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