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ROMA – Già sappiamo che attraverso il servizio di videosorveglianza non si possono controllare a distanza i lavoratori, come già sappiamo che gli esercenti sono obbligati a dare adeguata informativa.
Quello che ci preme ricordare è che la gestione del servizio di televigilanza a scopo di antitaccheggio e antirapina va affidata esclusivamente a guardie giurate – e non anche a portieri, operatori fiduciari o qualunque altra forma di addetti che non dispongano di titolo di gpg.
Lo aveva già specificato il ministero dell’Interno in un parere a inizio 2013 e in una circolare su telesorveglianza e teleallarme a dicembre 2012. Ma poichè repetita iuvant, riportiamo anche il provvedimento del Garante Privacy, che riafferma tale principio

Il Garante si pronunucia dopo aver accertato alcune violazioni – potenzialmente sconfinanti nel penale – relative al sistema di videosorveglianza installato in una catena commerciale di Genova.
Nel caso di specie, le telecamere permettevano di fatto il controllo dei lavoratori, l’informativa semplificata non era a norma e l’impianto di videosorveglianza era stato dato in gestione a un consorzio di ditte esterne che utilizzava personale non decretato come guardia particolare giurata.

 

Ancora non è chiaro? Serve una ripassatina? Scarica qui il parere del ministero dell’Interno su telesorveglianza e portierati.

E se ancora non bastasse, leggi la circolare su Telesorveglianza e teleallarme di dicembre 2012

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