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PIACENZA – E’ il 9° anno che il raduno delle ex guardie giurate si celebra a Piacenza, perché lì è eretto il primo monumento in memoria delle gpg cadute in servizio. Il raduno, che quest’anno si è tenuto il 22 aprile, è un momento aggregativo e di condivisione, ma anche un momento di raccoglimento per quanti – troppi – hanno perso la vita nell’adempiere alle proprie funzioni. Uomini e donne, guardie giurate, che non hanno avuto l’onore delle fanfare e dei funerali di stato, ma che sono morte nel silenzio delle istituzioni e dei media.

Questo abbiamo visto a Piacenza il 22 aprile: commozione, sano orgoglio di categoria e voglia di stare uniti – qualcosa di cui c’è più che mai bisogno in un momento di snodo importante come quello che sta vivendo la vigilanza privata. Accanto ai colleghi congedati c’erano tante guardie in servizio, che si sono strette in un momento di riflessione comune. Un buon segnale per un settore che ha sempre sofferto di profonde divisioni sindacali – sia tra i lavoratori, sia tra gli imprenditori.

Del resto, si tratta probabilmente del momento più critico mai affrontato dalla vigilanza privata: i lavoratori faticano ad arrivare a fine mese, il mancato rinnovo del CCNL, fermo da tre anni, pesa tragicamente sul bilancio familiare, e l’aumento esponenziale di mobilità e cassa integrazione preoccupano non poco. Probabilmente non è un caso se crescono i suicidi di guardie giurate (e degli imprenditori più soli ed indifesi).
In questo momento di generale incertezza, l’Associazione Guardie Giurate in Congedo, nata dall’iniziativa di ex GPG appassionate che non credono che il lavoro si estingua con la riconsegna della divisa, si offre come punto di riferimento informativo, soprattutto in materia legislativa e contrattuale.

 

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