AAA politica cercasi: la vigilanza privata ha bisogno di riforme

Mentre la politica è tutta presa a fidanzarsi, promettersi eterno amore, litigare, mollarsi, riprendersi e soprattutto sdraiarsi in televisione e sui social (tiktok è l’ultima vittima di questa imbarazzante campagna elettorale), sul pianeta terra lavoratori e imprese della vigilanza privata lottano per la sopravvivenza. C’è chi scrive lettere aperte e c’è chi prova ad incontrare almeno i candidati locali per far sentire la propria voce.

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Vigilanza e sicurezza privata: inascoltati pure in campagna elettorale

Politica, se ci sei batti un colpo. Manca meno di un mese alle elezioni e, dopo un agosto caldissimo di scioperi delle guardie giurate rimasti come sempre inascoltati, non c’è un partito/sigla/movimento/gruppo parrocchiale/cane rognoso che parli minimamente di sicurezza privata. O almeno che ascolti cosa abbiamo da dire. E se nessuno fa promesse nemmeno durante la campagna elettorale, figuriamoci quando siederà comodo in Parlamento. Eppure il settore vigilanza e sicurezza privata ha un bisogno disperato di CCNL decenti, norme più evolute, paghe dignitose, sicurezza e dignità sul lavoro. Riprendiamo di seguito l’accorata lettera di AISS a tutti i partiti e movimenti in lizza, con la mesta ma purtroppo ferma convinzione che porterà poco o niente. 

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Intelligenza artificiale e tutela del dato: la vigilanza privata vista dall’UE

Mentre la vigilanza privata italiana si dibatte tra problematiche vecchie e nuove (mancato rinnovo del CCNL, concorrenza sleale, dumping interno ed esterno,  tutela della persona, guardie giurate all’estero, salario minimo etc), i colleghi europei della sicurezza privata sembrano – oltre che giganti rispetto alle nostre imprese – avanti anni luce. Non per qualità dei servizi, ma per qualità del dibattito: intelligenza artificiale, privacy, droni, sicurezza cyber, sicurezza “phygital” e molto altro sono infatti al centro del lavoro del CoESS, che rappresenta gli interessi del settore sul piano europeo. E siamo indietro, sia beninteso, perchè per troppi anni abbiamo avuto licenze provinciali, talvolta pure comunali, che hanno condannato il settore ad un nanismo geografico che nemmeno la riforma voluta dall’Europa ha ancora sanato. Ne abbiamo parlato con Antonello Villa, Presidente del Comitato Monitoraggio e Telesorveglianza in CoESS.

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Corsi per guardie giurate in servizio di antipirateria marittima: la circolare

Il 1 gennaio 2023 termina la proroga che, a tutt’oggi, concede alle guardie giurate che abbiano partecipato a missioni internazionali quali membri delle Forze Armate, per almeno 6 mesi, di operare servizi antipirateria (qui il riassunto delle puntate precedenti). In sostanza chi vorrà fare questo lavoro, dal 2023 dovrà seguire dei corsi e superare degli esami (che sinora non erano stati organizzati causa Covid e altri rallentamenti). La circolare del Ministero dell’Interno 23 giugno 2022 fornisce indicazioni più specifiche su tali corsi, armonizzando i due interventi che si sono susseguiti nel tempo (disciplinare del 2015 e provvedimento 3 marzo 2022) e semplificando le procedure, anche in un’ottica di riduzione dei costi.

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Vigilanza Privata e Direttiva UE: tempo di salario minimo?

La direttiva europea sul salario minimo, ora in attesa solo dell’ok del Parlamento e del Consiglio UE, non prevede dei minimi salariali: parla di retribuzioni adeguate. Cosa questo vorrà dire, in un paese come l’Italia (tra i 6 paesi in tutta l’UE a non avere una legge in materia), è tutto da capire. Di fatto si tratta di un rafforzamento del diritto nei paesi in cui è già previsto ed un invito a farlo laddove non sia previsto. La questione riguarda purtroppo da vicino i lavoratori della vigilanza privata, che si caratterizzano per paghe da fame e turni massacranti, per giunta in costanza di attività, nella maggioranza dei casi, usuranti. E nonostante il DDL Catalfo sul salario minimo giaccia in Parlamento in quanto ritenuto da molti “non prioritario”, dopo l’intervento UE anche la Presidente della Commissione Lavoro Camera dei Deputati, Romina Mura, sensibilizza sul tema retributivo minimo, con un particolare focus sul mondo della vigilanza privata.

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