Art_guardie_giurate

Leggendo gli articoli di cronaca che riportano le tragiche notizie degli assalti ai portavalori, non si può far a meno di notare l’enorme differenza tra le armi utilizzate dagli assalitori e quelle delle guardie giurate. Queste ultime hanno sempre e solo pistole semiautomatiche, in qualche caso revolver, e raramente sono equipaggiate con armi lunghe. Gli assalitori usano quasi sempre invece armi lunghe, tipo fucili a pompa, Kalashnikov e in alcuni casi hanno anche mitragliette, armi militari e ordigni esplosivi. Senza tener conto, poi, della superiorità numerica che prevale ampiamente per gli assalitori.

Ci chiederemo allora come può una semiautomatica reggere il confronto con un fucile da guerra o contro un mitra e, non solo per questo, quasi sempre le guardie son costrette ad alzare le mani e non reagire. Riguardando tutti gli articoli degli assalti ai furgoni blindati, ho notato che gli unici casi in cui le guardie opponevano resistenza erano quelli dove gli assalitori erano armati di pistola ed erano
da soli o al massimo in due. Sempre facendo un resoconto dalla cronaca dell’ultimo decennio, notiamo che l’arma maggiormente usata negli assalti è proprio l‘AK47, comunemente chiamato
Kalashnikov. Anche nelle ultime notizie riportate dai giornali nei primi giorni di dicembre 2009, si
è appreso che i Carabinieri hanno sventato un assalto a un portavalori e arrestato quattro persone, nella cui macchina hanno ritrovato una mitraglietta Uzi, un Kalashnikov con colpo in canna e alcune pistole; nei primi giorni di gennaio 2010 a Mestre dei rapinatori armati di Kalashnikov hanno sottratto un plico contenente quasi un milione di euro a due guardie giurate.
Altre volte i banditi usano sostituire l’AK 47 con fucili a pompa o mitragliette, e già qui se le guardie avessero in dotazione un fucile si potrebbe reagire quasi ad armi pari. Abbiamo diversi casi in cui è stato utilizzato anche dell’esplosivo, fortunatamente non contro le guardie giurate, ma solo per aprire il furgone, sottovalutando però il pericolo che l’esplosione può comportare se l’equipaggio rimane a bordo.
Purtroppo l’uso delle armi lunghe nel trasporto valori è una prerogativa di sola scelta degli Istituti di  Vigilanza, anche perché dotare tutte le guardie in servizio con quest’arma richiederebbe un certo costo per le aziende, e non bisogna dimenticare che per utilizzare un fucile ci vuole anche una certa esperienza e pratica con le armi da fuoco. In sintesi, se sommiamo la spesa delle armi più quella della preparazione all’uso delle stesse, si raggiungerebbero cifre molto alte, per le quali le aziende private difficilmente sono disposte a investire, anche se alla fine è in gioco la vita umana e questa non dovrebbe avere prezzo, soprattutto se spesa per il lavoro e per la sicurezza delle persone.

Fonte: ActionArms nr. 3 Marzo 2010, pag. 24, per gentile concessione di Autore ed Editore

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