Armi da fuoco e UE, quale norma?

20 Set 2016

di Ilaria Garaffoni

sparo-pistolaTorniamo con la rubrica Lettere al Direttore con un quesito sulle armi posto da una guardia particolare giurata. “La U.E. impone delle regole che regolamentano la vita dei popoli, non ultimo la libera circolazione negli stati appartenenti alla comunità. Mi chiedo il perché, in questo clima di libertà, con il nostro porto d’armi per difesa personale, che a mio giudizio ha più valore di una tessera d’identità rilasciata dal Comune di appartenenza, non possiamo detenere l’arma al di fuori dei confini della Nazione. Credo che, per il delicato lavoro che svolgiamo, avendo contatti giornalieri con persone di diverse nazionalità, la salvaguardia della nostra incolumità personale diventi necessità anche fuori dai confini”.

Risposta:

Premesso che la legislazione europea prevede che in materia di armi ogni Stato membro decida in autonomia, esiste la carta europea d’arma da fuoco, che consente ai cittadini U.E. di portare e trasportare le armi da fuoco (regolarmente autorizzate nello Stato di appartenenza) in un altro Stato, secondo le modalità stabilite da quest’ultimo. In virtù di questo principio, per esempio, vengono autorizzati i servizi di trasporto transfrontalieri provenienti da altri Stati U.E.

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