L’ultimo attacco ad un furgone portavalori, avvenuto sull’Autostrada A2 in Provincia di Reggio Calabria, ha avuto una grande eco sul comparto e fortissima risonanza mediatica. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un esponente del settore vigilanza privata, che esprime frustrazione per l’inattività del governo in un territorio complesso e oggetti di attacchi sempre più frequenti.
Caro Direttore
l’assalto al portavalori sull’Autostrada A2 in Provincia di Reggio Calabria ha scosso la comunità, lasciando operatori e cittadini in stato di shock. L’episodio ha visto un gruppo di malviventi, armati e ben organizzati, bloccare il mezzo blindato e costringere le guardie giurate a consegnare il denaro. Per fortuna nessuno è rimasto ferito, ma la brutalità e la determinazione dei rapinatori hanno sollevato preoccupazioni e dibattiti sulla sicurezza degli operatori.
In vari comunicati e interviste, i rappresentanti della categoria hanno espresso la loro frustrazione per l’apparente inattività del governo. Ci sentiamo in effetti abbandonati di fronte a un problema che continua a crescere: episodi simili si verificano troppo spesso lungo le principali strade del Sud.
Da tempo, denunciamo la mancanza di misure concrete per garantire la nostra sicurezza.
Nonostante le richieste di investimenti in formazione, dispositivi di protezione e una migliore collaborazione con le forze dell’ordine, il settore rimane vulnerabile. Aspettiamo da anni un intervento legislativo che possa rafforzare il nostro ruolo e permetterci di lavorare con maggiore tranquillità.
L’appello al Governo è chiaro: “meglio prevenire che curare”. Perchè se non affrontato in modo tempestivo e strutturato, il rischio potrebbe trasformarsi in vera emergenza sociale.
Chiediamo di rompere questo stallo e adottare misure efficaci, come l’aumento dei controlli, la revisione delle procedure di trasporto valori e l’implementazione di strategie di sicurezza più robuste.
Cordiali saluti
Angelo Sifrido Mancin

















