CVO Group: la rivoluzione della vigilanza privata è umana

01 Dic 2025

di Ilaria Garaffoni

Intervista ad Annalisa Mele, Amministratore Delegato di CVO Group

Mentre nella vigilanza privata si insegue ormai la tecnologia, CVO Group (Associata UNIV) torna all’essenza: le persone. Perché un’offerta autentica di sicurezza si costruisce solo con operatori formati, motivati e consapevoli. Fondata oltre cento anni fa e oggi guidata da Annalisa Mele, il Gruppo unisce la solidità di una storia familiare all’energia di una visione contemporanea, in cui etica, competenza e innovazione convivono in equilibrio dinamico.

Partiamo con un breve identikit aziendale di CVO Group: data di nascita, mission, servizi, posizionamento e dimensionamento, elementi distintivi e competitivi.

Da oltre un secolo facciamo sicurezza. Ma soprattutto, la facciamo evolvere.
Fondata nel 1919 da Enrico Piccioni e dalla sua famiglia — quando la sicurezza si faceva ancora con la lampada a petrolio — CVO Group è entrata nel 1991 nell’universo della famiglia Vaccariello, passando da gestione familiare a governance strutturata e orientata alla crescita, senza però perdere la solidità e i valori di sempre. Il nuovo modello gestionale punta su innovazione, valorizzazione del territorio e aggiornamento continuo di servizi e prodotti. E un ventaglio di servizi completo: dai collegamenti allarme alla progettazione e installazione di sistemi di sicurezza, dal pattugliamento stradale e videosorveglianza fino ai progetti taylor made. La presenza capillare nelle province di Bergamo, Brescia, Crema, Cremona, Mantova, Milano, Monza e Brianza e Verona ci consente di garantire efficienza e tempestività operativa. Tra gli elementi distintivi si annovera il progetto HR, un’iniziativa pionieristica per la vigilanza che intende valorizzare le persone, far emergere le competenze e far sì che chi lavora con noi non si limiti a “prestare servizio”, ma costruisca un percorso di crescita reale. Etica, affidabilità e concretezza sono del resto i nostri mantra. La mission? Non vendere ciò che non serve e proporre solo soluzioni efficaci. Per garantire una sicurezza autentica, non di facciata.

Scelga tre punti critici del comparto e ce li racconti.

Difficile scegliere in un comparto dove i problemi fanno la fila.
Il primo è la burocrazia pachidermica: tra assunzione e rilascio dei titoli passa così tanto tempo che spesso i giovani cambiano mestiere prima ancora di iniziare. Poi c’è la questione delle tariffe: listini da svendita che alimentano un circolo vizioso di sottopagati e servizi sviliti. In certi casi si impiegano fiduciari in servizi armati — un po’ come affidare un intervento chirurgico a un violinista. Noi non ci stiamo: difendiamo la professionalità del lavoro e pretendiamo controlli seri e tariffe minime che rispettino le persone. Infine, la fuga dei lavoratori da un istituto all’altro per pochi euro o un buono pasto in più. La nostra risposta è investire sul welfare aziendale e su un progetto HR innovativo, perché chi si sente valorizzato non cambia divisa, ma cresce con l’azienda.

Quali sono invece i punti di forza che garantiranno la tenuta e la crescita del comparto nei prossimi 5-10 anni?

Il futuro della vigilanza non si giocherà solo sulla tecnologia, ma su chi la sa usare con testa, etica e competenza. Le videocamere potranno diventare sempre più intelligenti, ma se dietro non c’è una persona formata, motivata e consapevole del proprio ruolo, restano solo occhi che guardano — e non vedono. In CVO crediamo che il vero valore aggiunto sia umano: professionisti preparati, capaci di leggere le situazioni, anticipare i rischi e collaborare con il cliente in modo consulenziale, non meramente esecutivo. La sicurezza di domani sarà fatta di analisi, prevenzione e capacità decisionale, non solo di ronde o monitor. In CVO abbiamo quindi scelto di integrare tecnologia e persone in modo intelligente: il digitale non sostituisce, amplifica la competenza umana. I droni, le AI, i cani robot sono strumenti utili, ma senza una guida etica e competente restano solo gadget costosi. Ricordiamoci che non vendiamo prodotti, ma ore uomo — e la qualità di quelle ore fa tutta la differenza. La sicurezza del futuro si costruisce quindi con persone consapevoli, non con software aggiornati.

La professionalizzazione del settore è quindi un passo essenziale e propedeutico…

Quando il vigilante viene visto come un “guardiano”, perdiamo tutti. Quando invece viene formato, ascoltato e rispettato come professionista, il comparto cresce. Il comparto crescerà solo se saprà dare dignità e identità alla professione dell’operatore privato, riconoscendone il valore sociale e la complessità. Perché oggi la vigilanza non è più “un servizio”, ma un presidio di fiducia. CVO investe da anni in formazione avanzata e cultura della responsabilità. Lo ribadisco: il futuro della sicurezza non sarà fatto da macchine che pattugliano, ma da persone che pensano. E chi saprà mettere insieme tecnologia e cervello — in modo etico, sostenibile e consapevole — sarà il vincitore.


Last but not least: cosa significa essere una donna ai vertici in un settore ancora dominato dall’imprenditoria maschile?

Cosa significa essere una donna Manager in Italia, a prescindere dal settore? Vent’anni di carriera tra consulenza, attività da CFO, Group CFO e direzione generale mi hanno insegnato una cosa: non è il settore a essere maschilista, è il paese a essere in ritardo. Io ho scelto di affrontarlo con le mie tre armi preferite: intelligenza, professionalità e un’etica del lavoro ferrea. Non comando, conduco. Le persone mi seguono non perché “sono AD”, ma perché riconoscono competenza e rispetto. Chi confonde autorevolezza con autoritarismo probabilmente non ha mai lavorato con una donna che sa cosa fa — e questo spiega parecchio. Essere donna ai vertici significa ogni giorno rompere uno schema, anche solo stando lì, a dimostrare che si può. Alle donne che leggono voglio dire una cosa: non aspettate che qualcuno vi dia il posto. Prendetevelo. Non serve alzare la voce per farsi sentire: serve alzare lo sguardo e sapere chi siete. E quando lo sapete, non vi ferma nessuno. Garantisco.

Annalisa Mele, Amministratore Delegato di CVO Group

Annalisa Mele, Amministratore Delegato di CVO Group

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