Eurovision Torino, ci risiamo: security affidata ai volontari

10 Mag 2022

di Ilaria Garaffoni

Eurovision 2022: ancora una volta la sicurezza di un mega evento, di richamo internazionale, viene affidata alla buona volontà dei volontari e non a professionisti abilitati a gestirla come si deve. Risultato? Cordoni sfondati, capienza oltre il limite e rischi enormi (che Torino purtroppo ben conosce, ma evidentemente l’esperienza non insegna). Questa la denuncia di Franco Cecconi, presidente di AISS Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria: occorre subito ripristinare la circolare Gabrielli sui grandi eventi; servono Security manager e addetti ai servizi di controllo per evitare una nuova Piazza San Carlo.

E fu proprio in quella drammatica circostanza, che – lo ricordiamo – provocò 3 morti e 1672 feriti, che l’allora capo della Polizia Franco Gabrielli emanò una Circolare che forniva nuove regole precise per la gestione di eventi con forte afflusso di pubblico. La circolare distingueva nettamente tra Safety (responsabilità di Comune, Vigili del fuoco, Polizia municipale, Prefettura, organizzatori) e Security (servizi di ordine e sicurezza), delimitando i compiti delle diverse figure coinvolte.

“Ma, come spesso accade in Italia, la sicurezza venne percepita unicamente come un costo, quindi entrarono in campo i volontari”, prosegue Cecconi.
Risultato? La sicurezza privata fu messa in mano non alle società in possesso di licenza di polizia, ma ad associazioni prive di qualsiasi requisito.
“Ieri sera – nuovamente a Torino – si è rischiata la tragedia: personale inadeguato per numero e preparazione non ha saputo gestire il flusso del pubblico, consentendo a chiunque di accedere all’area concerti e superando abbondantemente il numero di persone consentite, mettendo quindi a rischio la vita di migliaia di persone. AISS chiede al Ministero dell’Interno di ripristinare la legalità e di far lavorare chi la sicurezza la fa di professione” – conclude Franco Cecconi.

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