Estate: aeroporti, porti e stazioni stracolmi di vacanzieri. Peccato che alcuni appalti vinti per servizi di vigilanza privata non si riescano ad operare. Motivo? Le guardie giurate non superano l’esame di idoneità per i servizi di sicurezza sussidiaria, e non è sempre colpa loro. E nemmeno è colpa degli enti di formazione che lavorano con manuali e didattica diversi, visto che manca una visione ministeriale unitaria. Come allora uniformare didattica, pratiche ed esame in tutta Italia? L’esperto Paolo Furlan (Istruttore Certificato in diversi ambiti della sicurezza e Direttore di San Giorgio Formazione) ci ha ricordato che esiste già una buona pratica nel trasporto aereo.
“È una situazione complessa e non esistono risposte semplici – ha detto Furlan. Voglio però utilizzare un approccio costruttivo, nell’ottica del continuous improvement che contraddistingue San Giorgio. Nello scenario ampio e diversificato della sicurezza esistono buone pratiche che già sono riferimento per numerose innovazioni”.
E da cosa si potrebbe prendere spunto come benchmark per uniformare didattica, manualistica ed esami? “Nel caso di cui stiamo parlando, rammento che il sistema della security dell’aviazione civile, che è antecedente di 16 anni, sulla spinta della Commissione Europea,ha creato un sistema uniforme per gli esami degli addetti. In particolare è stata creata una banca dati, uguale a livello nazionale, da cui vengono estratti in modo casuale i set di domande. In più è prevista una prova su piattaforma ed esame radiogeno sul simulatore X-Bag. Metodi e strumenti che potrebbero essere già un punto di partenza anche in altri ambiti” – specifica Furlan.
Un utile spunto sul quale ragionare per costruire omogeneità.














