Ci sono zone in cui le guardie guardie che vogliono operare in porti, stazioni e aeroporti fanno molta fatica a superare l’esame di idoneità. Al netto della preparazione personale dei candidati, va detto che ciascun ente di formazione, nonostante abbia visto approvato il percorso formativo proposto, lavora con manuali e didattica diversi. Per converso 40 ore sono pochine per trattare programmi complessi e inclusivi di una parte pratica in cui si chiede di intercettare materiali e oggetti che il candidato, se va bene, ha visto una volta in foto. Vogliamo uniformare didattica, pratiche ed esame in tutta Italia? Se lo chiede e ce lo chiede Francesco Demarcus, Senior Security Manager presso Istituto di Vigilanza Privata Vigilpol Sardegna.
Sicurezza sussidiaria: criticità nella formazione e urgenza di un coordinamento nazionale
A distanza di oltre dieci anni dall’emanazione del D.M. 154/2009, che ha introdotto l’impiego di guardie giurate in compiti di sicurezza sussidiaria in supporto alle Forze di Polizia, il tema della formazione del personale autorizzato resta ancora privo di un’effettiva armonizzazione a livello nazionale.
Nonostante le linee guida ministeriali e l’intervento delle Prefetture nella fase di approvazione dei percorsi formativi, permangono forti disomogeneità. Molti enti di formazione, pur avendo ottenuto l’approvazione dei programmi, propongono contenuti ritenuti inadeguati da diverse commissioni d’esame: testi carenti, approcci metodologici poco coerenti con l’operatività richiesta e una preparazione che, in troppi casi, si rivela inidonea a garantire la qualità del servizio. Basti pensare che, in alcune province, i tassi di superamento degli esami restano sotto il 20%, a dimostrazione di una sproporzione evidente tra formazione impartita e standard attesi.
Di fronte a questo scenario, si avverte la necessità urgente di un tavolo tecnico interistituzionale che coinvolga Ministero dell’Interno e Uffici Territoriali del Governo, Forze di Polizia a competenza portuale, ferroviaria e metropolitana, Enti accreditati alla formazione del personale ex D.M. 154/2009 e le rappresentanze del comparto vigilanza e sicurezza. L’obiettivo dev’essere la definizione di standard formativi omogenei, criteri uniformi per la somministrazione delle prove d’esame e una cornice condivisa per la valutazione delle competenze, tanto teoriche quanto pratico-operative.
Non si tratta di irrigidire il sistema ma di rafforzarlo, restituendo alla formazione il ruolo che merita: essere garanzia di qualità e affidabilità, non solo un adempimento procedurale.
Il confronto è necessario. La professionalità non può dipendere dal codice postale.
Francesco Demarcus














