ccnl-vigilanza-privata-portieriStrappo al tavolo per il rinnovo del contratto nazionale della vigilanza privata e dei servizi fiduciari scaduto nel 2015 e atteso da oltre 70mila addetti del settore. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno risposto con la proclamazione dello stato di agitazione e di due giornate di sciopero per l’1 e il 2 febbraio 2019  all’inattesa chiusura di Univ, Anivp, Assiv, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Federlavoro e Servizi e Agci Servizi. La lunga trattativa avviata nei mesi scorsi non ha sciolto i nodi su aumento salariale, cambio di appalto, bilateralità, contrattazione di secondo livello, classificazione del personale, salute e sicurezza, tutti temi sui quali i sindacati hanno presentato una concreta proposta di riforma.
Cgil Cisl Uil in una nota congiunta stigmatizzano il «metodo irriguardoso verso le organizzazioni sindacali ed i lavoratori, non considerabile come mero tatticismo dilatorio, la cui gravità sarebbe comunque forte, considerato il tempo trascorso», ma «evidente sintomo di fragilità strutturale delle associazioni datoriali che, incuranti delle condizioni del settore e dei problemi dei lavoratori, insistono nel perseguire una politica deflagrante per tutti, in primis, i dipendenti».

Inevitabile dunque la nuova mobilitazione dei lavoratori «conformemente alla decisione assunta dal coordinamento nazionale» delle strutture e dei delegati, evidenziano i sindacati, pur confermando la disponibilità a proseguire il negoziato già programmato per fine gennaio.

Per la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca «i lavoratori subiscono gli effetti distorsivi di un mercato, quello dei servizi di sicurezza, dove proliferano contratti in dumping con tutte le conseguenze del caso, dal peggioramento delle condizioni di lavoro a quelle salariali che la definizione di una contrattazione nazionale da parte delle associazioni maggiormente rappresentative riuscirebbe invece a regolamentare».
«Il negoziato si è dimostrato ancora una volta infruttuoso ed ha evidenziato le problematiche insite nelle associazioni datoriali che non possono essere più accettate in un settore che, piuttosto, necessita in tempi rapidi di nuove regole condivise atte a salvaguardare il comparto rispondendo alle esigenze normative e reddituali di tutti gli addetti ivi inclusi gli operatori economici».

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