ccnl-vigilanza-privata-portieriAncora nulla di fatto per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro della vigilanza privata e dei servizi integrati di sicurezza sussidiaria, scaduto nel 2015 e atteso da oltre 70mila operatori del settore. E i sindacati Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs Uil minacciano due nuove giornate di sciopero articolate a livello regionale e nazionale, nel caso perduri la situazione di stallo.


Il Coordinamento unitario delle strutture e dei delegati di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dei Servizi di Vigilanza e di Sicurezza Sussidiaria ed Integrata, riunito lo scorso 14 settembre, giudica infatti dilatoria la condotta negoziale delle parti datoriali, tesa cioè unicamente a dilatare i tempi di una trattativa già lunga e ancora lontana dal delineare una conclusione positiva. Le OOSS ritengono inoltre che le richieste delle associazioni datoriali intendano di fatto dare slancio e competitività al mercato mortificandone i lavoratori – gente che, peraltro, rischia quotidianamente la vita.

Da qui il rilancio di nuove possibili mobilitazioni, a 140 giorni dall’importante e partecipato sciopero di Roma.
Pregiudiziale alle nuove rivendicazioni è però una profonda e diffusa conoscenza dello stato negoziale non solo da parte degli operatori del settore, ma anche dell’opinione pubblica. I sindacati lanceranno quindi una capillare campagna informativa diffusa su tutto il territorio nazionale attraverso assemblee ed attivi dei delegati territoriali/regionali, con il coinvolgimento anche del Ministero dell’Interno, del Ministero del Lavoro e delle Istituzioni locali.

Il segretario nazionale di Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice ritiene infatti le amministrazioni centrali e periferiche dei tasselli fondamentali per assicurare “servizi di qualità in un mercato di qualità”, che sia prima di tutto rispettoso dei diritti dei lavoratori. Per Dell’Orefice il CCNL è uno “strumento di regolamentazione settoriale imprescindibile. In questa situazione di stallo crescono le imprese che fanno dumping e concorrenza sleale che riducono i diritti dei lavoratori, facendo emergere la parte peggiore dell’imprenditoria, quella che riesce a mortificare il lavoro e ad affermarsi nelle dinamiche competitive”.

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