UNIV al VI European Security Summit di CoESS/Federsicurezza

Squarci di futuro per l’industria della sicurezza privata al VI European Security Summit, che si è tenuto nella prestigiosa sede di Confcommercio a Roma il 10 Ottobre scorso. All’evento, organizzato dal CoESS (Confederation of European Security Services) in collaborazione con l’unica compagine italiana confederata – Federsicurezza, erano presenti diversi imprenditori aderenti ad UNIV, Unione Nazionale Imprese di Vigilanza.

La giornata, di altissimo respiro internazionale, ha visto avvicendarsi al podio i principali leader mondiali della sicurezza privata (G4S, Prosegur, Securitas, Aproser) per discutere di mercato e di nuovi modelli di business che mettono oggi al centro i dati quali vero patrimonio da gestire e analizzare con tecnologie sofisticate; dall’intelligenza artificiale all’IoT, fino alla realtà aumentata.

Scenari ancora lontani da un sistema Italia che pone al centro l’uomo – con o senz’arma – e viene strangolato da costi incomprimibili che azzerano le marginalità – commenta il Segretario Generale di UNIV Annamaria Domenici (in foto con Lorenzo Manca, AD di Sicuritalia, fresco di acquisizione del Gruppo IVRI, aderente ad UNIV).

Le nostre imprese, piccole e medie con pochissime eccezioni (che però detengono la stragrande maggioranza delle quote di mercato), scontano 50 anni di TULPS, che ne ha limitato la crescita e lo sviluppo dimensionale con licenze provinciali e addirittura comunali. Tuttavia anche in Italia, nonostante alcune politiche antimpresa e istituzioni che pongono regole stringenti senza operare adeguati controlli, abbiamo esempi virtuosi di coraggio, passione e rispetto delle regole. Il senso di rete che si respira in ambiente CoESS è fonte di ispirazione e crescita”– conclude Annamaria Domenici.

Scopo della giornata, secondo il presidente di FederSicurezza Luigi Gabriele, era la riaffermazione dell’importanza della cooperazione tra le rappresentanze nazionali nel contesto europeo, un livello sul quale veicolare alcune problematiche di difficile risoluzione sul piano nazionale, a partire dall’apertura al comparto sicurezza privata italiana della tutela della persona e all’estero, basi militari italiane estere incluse.