Vigilanza Privata: sciopero negli aeroporti

Lo scorso 17 luglio si sono uniti allo sciopero di alcune compagnie aeree low-cost, ma anche di personale di terra e ENAV, gli addetti della vigilanza privata e ai servizi di security di diversi aeroporti. Lo sciopero, che segue quello nazionale dello scorso 2 maggio, è teso a rivendicare la ripresa del tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL scaduto da oltre 7 anni.

L’ultimo incontro – fallimentare – con le controparti risale allo scorso 18 marzo: da allora, più nulla. Ma il settore non può attendere: con i rincari attuali, un’inflazione alle stelle e i salari fermi a 7 anni fa – partendo peraltro da paghe bassissime, soprattutto per i servizi fiduciari – il potere d’acquisto dei lavoratori è pressochè nullo.

Il tutto in un contesto di mercato complesso, dove anche nei contratti di appalto pubblici, ad alta intensità di manodopera, prevale la logica del massimo ribasso. Complice il silenzio (colpevole, secondo Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs) delle Istituzioni deputate alle azioni di controllo e intervento.