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Con il DM sulla capacità tecnica, tutti gli Istituti di Vigilanza Privata dovranno fornire dei servizi che rispettino i requisiti minimi di qualità indicati nella norma UNI 10891, inoltre gli Istituti più dimensionati dovranno dotarsi di centrali di telesorveglianza a norma UNI 11068. Insomma: le certificazioni che prima erano volontarie sono diventate in gran parte obbligatorie. Ma quali sono gli adempimenti necessari? Quanto tempo si deve restare “sotto osservazione”? Dove mettono le mani enti di Certificazione? E quanto costa un’operazione del genere? Ne parliamo con Silvia Trivini, Rappresentante della Direzione UNITER, organismo di Certificazione con competenza specifica per la vigilanza privata.

Con il DM sulla capacità tecnica, nella vigilanza privata si passa da un sistema di certificazione volontario ad un sistema essenzialmente cogente. In che modo?

Quando una norma tecnica che nasce dal mondo volontario (la norma UNI) viene richiamata nell’ambito di una normativa cogente (il DM sulla capacità tecnica), la norma tecnica diventa obbligatoria e rappresenta quindi il miglior riferimento possibile per il mercato e gli utilizzatori.
Il DM sulla capacità tecnica richiede a tutti gli Istituti di Vigilanza di fornire servizi che rispettino i requisiti minimi di qualità indicati nella norma UNI 10891, inoltre impone ad alcune tipologie di Istituti di dotarsi di centrali di telesorveglianza a norma UNI 11068.

Ma come si può certificare la qualità di un servizio? A che tipo di verifiche si devono assoggettare gli IVP e per quanto tempo?

La norma UNI 10891 specifica i requisiti del servizio indicando, per ciascuna tipologia (vigilanza ispettiva, fissa, antirapina, ecc.) le modalità di esecuzione, le dotazioni tecniche minime, le modalità di controllo del servizio sia da parte del cliente, sia interni dell’Istituto di Vigilanza.
Attraverso un’analisi dei documenti esistenti in azienda (procedure di servizio, disposizioni, ordini di servizio) e attraverso una verifica sul campo, sia presso il centro di coordinamento sia durante l’erogazione dei servizi, del personale qualificato verificherà il rispetto dei requisiti imposti dalla norma. La durata delle verifiche dipende dal numero di servizi da certificare e va da un minimo di mezza giornata ad un massimo di un giorno e mezzo sul campo. La certificazione ha una validità triennale, e richiede dei controlli annuali per il mantenimento.

E per quanto riguarda le centrali di telesorveglianza, a quali normative si deve fare riferimento?

Per le centrali di telesorveglianza il DM 269/2010 richiede che siano soddisfatti (nei limiti indicati dal DM stesso) i requisiti della norma UNI 11068: 2005 “Centrali di telesorveglianza. Caratteristiche procedurali, strutturali e di controllo”. La norma definisce i criteri progettuali, costruttivi ed organizzativi necessari per costruire e mantenere una centrale di telesorveglianza in modo che i servizi antincendio, anticrimine, di telesoccorso e di tipo sanitario possano essere forniti in maniera efficiente e nel rispetto di specifici indici di qualità.

Esistono dei meccanismi di autocertificazione?

Esistono con riferimento alle centrali di telesorveglianza, per le quali l’allegato A al DM 269 richiede solo che siano “a norma”. Le attestazioni di conformità alla norma possono essere sviluppate in forma di “autocertificazione” basata su controlli interni, o di certificazione di parte terza, ossia curata da un organismo indipendente. La valenza di questi controlli si evince direttamente dalla tipologia di controlli effettuati. Nel caso dell’attestazione di parte terza, si ottiene una certificazione ad hoc da esibire in caso di richiesta – un elemento che può avere dei riflessi importanti sulla competitività e sui meccanismi premianti nella partecipazione a gare.

E chi è già certificato ISO 9001:2008 deve buttare via tutto?

Al contrario: chi è certificato ha un vantaggio in più, perché la ISO 9001 già chiede un sistema documentato per l’erogazione del servizio, quindi sono state già definite le specifiche del servizio, le procedure operative e di controllo ed i criteri di qualifica del personale. Bisognerà solamente verificare se è necessario un adeguamento ai requisiti della norma e ai requisiti del decreto, modificando eventualmente il Manuale e le procedure già esistenti.

Cosa può offrire UNITER agli operatori della vigilanza privata?

UNITER è un organismo di Certificazione di Sistemi di Gestione (Qualità Ambiente e Sicurezza) e del Servizio operativo di grande esperienza e con una competenza specifica per le vigilanze. Concretamente, possiamo rilasciare la certificazione secondo la norma UNI 10891 e secondo la UNI 11068 con un tariffario ad hoc che copre tutte le esigenze degli Istituti (compresi quelli certificati ISO 9001) e con tariffe agevolate per gli associati Federsicurezza.

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