Il sottosegretario all’interno On. Nicola Molteni ha incontrato i delegati delle Associazioni di categoria più rappresentative delle imprese della vigilanza privata. La riunione è stata l’occasione per un proficuo confronto sulle questioni che riguardano il settore, considerato dal Dicastero un importante complemento del sistema nazionale di tutela della pubblica sicurezza. Il sottosegretario Molteni ha assicurato che, entro la fine di febbraio, sarà sottoposto all’attenzione della Commissione centrale sulle vigilanza privata lo schema del decreto ministeriale sui requisiti di formazione professionale delle guardie giurate. Mercoledì 30 gennaio, poi, il sottosegretario incontrerà le organizzazioni sindacali del settore. Sposiamo il metodo del confronto continuo con le rappresentanze del settore: accettiamo suggerimenti, proposte, anche critiche – ha dichiarato il Sottosegretario di Stato Nicola Molteni. Vogliamo investire in questo settore e tutelare le imprese e i lavoratori, facendo sì che si operi nel rispetto delle regole. Daremo un immediato giro di vite sulle certificazioni (la finestra di tolleranza è giunta al limite) e siamo pronti a valutare ipotesi di semplificazione normativa e sburocratizzazione per incidere, ove possibile, anche sui costi delle imprese. La volontà di questo Dicastero è di lavorare e di discutere assieme“.

Muovendo da una panoramica complessiva delle dinamiche economiche e della committenza, i temi affrontati, alla luce delle istanze formulate dalle associazioni, hanno riguardato:

  • le misure da adottare per incrementare i livelli di sicurezza del trasporto valori, alla luce anche di alcuni recenti episodi;
  • il completamento del vigente quadro normativo, con l’adozione del previsto decreto ministeriale destinato a definire gli standard di formazione professionale delle guardie giurate;
  • la certificazione di qualità di cui devono essere muniti gli istituti di vigilanza ai sensi della vigente normativa;
  • le possibili sinergie che potrebbero essere attuate con la “rete” delle Autorità di pubblica sicurezza e le Forze di polizia, anche alla luce di positive esperienze collaborative, quali il protocollo “cento occhi sulle città”, maturate negli ultimi anni.

 

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