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ROMA – Crisi economica, ritardi nei pagamenti, blocco del credito, strapotere delle committenze e una riforma in atto che chiede ulteriori “lacrime e sangue” alle imprese della vigilanza privata. Questi i temi dell’assemblea annuale ANIVP (Associazione nazionale di categoria della vigilanza privata): dai problemi tipici del comparto (costi dell’adeguamento e difficoltà applicative del DM capacità tecnica) ai problemi comuni a tutte le imprese, con un particolare focus sul ritardo nei pagamenti della PA e sulla stretta creditizia. 

Partendo dalle questioni generali, la riscossione dei crediti è purtroppo un tema al centro del dibattito, soprattutto se a dover pagare è lo Stato. Giuseppe Gherardelli, Coordinatore del TAIIS (Tavolo interassociativo imprese di servizi), rileva pagamenti anche a 664 giorni da parte delle PA. Chi soffre di più sono le imprese di servizi, per loro natura labour intensive (quindi con elevati e improcrastinabili costi del personale) e con la spada di Damocle dell’interruzione di servizio, che di fatto impedisce ogni forma di protesta al mancato pagamento.

Ma la novità è che la direttiva UE sui pagamenti della PA (che imporrà termini di 30 giorni, pena l’accensione automatica di un interesse dell’8%) sarà recepita entro la fine del 2012, addirittura in anticipo rispetto alle imposizioni europee! Lo ha annunciato il presidente Monti, dichiarando anche che i quattro decreti presentati per tamponare l’emergenza e l’accordo raggiunto con ABI rappresentano i primi passi per riaccendere i motori dell’economia con un’iniezione di liquidità. Juppie.

Per quanto riguarda lo specifico della vigilanza, il DM 269/2010, nelle parole del segretario generale dell’ANIVP Marco Stratta, presenta varie difficoltà interpretative ed applicative, soprattutto in assenza di adeguati controlli e di un efficiente apparato sanzionatorio.
“Il paradosso è che, in caso di violazione, le imprese di vigilanza rischiano la revoca della licenza, mentre le società di portierato non sono nemmeno sanzionabili per esercizio abusivo di vigilanza. Così si rischia di colpire sempre le solite imprese – quelle più esposte, più sane e più corrette – e di continuare a far prosperare delinquenti e pirati” – allerta Andrea Menegazzi, Presidente di ANIVP.

L’ANIVP chiede quindi una migliore definizione delle attività di esclusiva pertinenza delle Guardie Giurate, gare d’appalto improntate sull’offerta economicamente più vantaggiosa e che rispettino le tabelle sui costi minimi e le aree di intervento esclusivo della vigilanza.
Ma chiede anche che il trasporto di “beni di rilevante valore economico diversi dal denaro”, seppur espunto dal DM, non possa essere effettuato da semplici corrieri. In proposito è anche essenziale rivedere i valori trasportabili, considerato che il prezzo di oro e preziosi sono cresciuti paurosamente dalla stesura del DM ad oggi.

Infine: in un contesto in cui le imprese non vengono pagate e le banche non fanno credito, agli Istituti di vigilanza privata si chiedono cauzioni e coperture assicurative esorbitanti.
Anche queste sono forme di credito e risentono della stretta economica in atto: sul punto ANIVP chiede maggior attenzione e risposte da parte del Ministero dell’Interno.

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