L’ASSIV dà il via libera all’ipotesi di rinnovo CCNL vigilanza privata

ROMA  – L’assemblea generale di ASSIV, convocata il 12 febbraio per esprimersi sull’ipotesi di accordo sindacale siglata il 22 gennaio scorso, dà il via libera al testo.
Il presidente Matteo Balestrero, assieme a Luca Pizzigoni, presidente della commissione sindacale e gli Avvocati Pollicelli e Basile, hanno illustrato gli aspetti tecnico giuridici dell’accordo sottoscritto. L’assemblea (che ha toccato il record di partiecpazione) ha approvato l’accordo all’unanimità.L’accordo firmato lo scorso 22 gennaio 2013 insieme alle centrali cooperative e a Filcams Cgil e Fisascat Cisl e, in un tavolo parallelo, con Ugl Sicurezza civile, interessa 48 mila addetti del settore vigilanza, di cui 45 mila con qualifica di guardia giurata armata. Per la prima volta nel perimetro contrattuale sono compresi anche i servizi fiduciari forniti da personale non armato. Lo scopo è di far emergere una serie di attività riconducibili alla filiera della sicurezza, come i servizi di portierato, reception e sorveglianza, le attività di prevenzione incendi, i controlli in occasione di eventi, le attività degli ausiliari del traffico, ecc.
I punti qualificanti del contratto, oltre all’adeguamento dei trattamenti economici, comprendono l’introduzione di una clausola per la salvaguardia dei livelli occupazionali in caso di cambio d’appalto, la flessibilità dell’orario di lavoro, la classificazione del personale tecnico-operativo che, per tenere conto della peculiarità delle funzioni delle guardie giurate armate, prevede due distinte aree professionali con livelli di inquadramento stabiliti in base alle effettive mansioni.

L’ASSIV sottolinea il senso di responsabilità delle parti firmatarie dell’accordo per il nuovo CCNL, che arriva dopo una vacanza contrattuale di quattro anni rispetto al precedente contratto nazionale. Il settore è stato interessato, negli ultimi anni, da una crisi che si è riflessa sulla redditività delle aziende e sull’occupazione, registrando un aumento tendenziale del ricorso alla Cig straordinaria pari al 167% negli ultimi quattro anni.