ROMA – Importanti modifiche in materia di appalto e responsabilità solidale all’interno del Decreto del Fare, in vigore dallo scorso 22 giugno, con notevoli riflessi anche per la vigilanza privata.
Sono stati infatti eliminati dalla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore i versamenti dell’IVA dovuta in relazione al contratto di subappalto, conservandola solo per le ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente.

La norma è stata così riformulata: “In caso di appalto di opere o di servizi, l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto, del versamento all’erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente dovute dal subappaltatore all’erario in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto (…)”.
Permane per l’appaltatore la possibilità di evitare il regime sanzionatorio acquisendo – prima del versamento del corrispettivo dovuto al subappaltatore – la documentazione attestante il corretto adempimento degli obblighi tributari a carico del subappaltatore.

Per quanto riguarda il committente, la norma prevede ancora l’applicabilità della sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 5.000 ad Euro 200.000, senza responsabilità solidale, qualora il committente provveda al pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatore senza la previa acquisizione della documentazione attestante l’adempimento delle obbligazioni tributarie a carico dell’appaltatore.

In sintesi:

A) Per l’appaltatore nel contratto di subappalto
L’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore – nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto del versamento delle ritenute fiscali sui redditi da lavoro dipendente in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del subappalto – qualora non verifichi, acquisendo la relativa documentazione, che i versamenti delle ritenute siano stati correttamente eseguiti dal subappaltatore.

B) Per il committente nel contratto d’appalto
Il committente è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 5.000 ad Euro 200.000 se provvede al pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatore senza verificare, attraverso l’acquisizione della relativa documentazione, che i versamenti delle ritenute fiscali sui redditi da lavoro dipendente siano stati correttamente eseguiti dagli appaltatori ed eventuali subappaltatori.

In merito alla documentazione necessaria per evitare l’applicazione del regime sanzionatorio, si ricorda che la stessa può essere costituita, in alternativa alle asseverazioni rilasciate dai soggetti qualificati, da “una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà” attestante l’avvenuto adempimento degli obblighi richiesti dalla normativa.

Ovviamente, la dichiarazione sostitutiva, che ancora oggi deve essere rilasciata per l’attestazione riguardante le ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente, non dovrà più contenere i riferimenti agli adempimenti IVA.

Occorre infine ricordare che, ai sensi dall’art. 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003, salva diversa disposizione dei contratti collettivi nazionali, permane la responsabilità solidale del committente e dell’appaltatore nei confronti dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori per il pagamento delle retribuzioni (comprese le quote di T.F.R.) e dei relativi contributi previdenziali ed assicurativi. Sul punto, l’art. 9 del D.L. n. 76/2013 (in vigore dal 28/06/2013) ha esteso la responsabilità solidale, prevista dall’art. 29, comma 2, D.Lgs. n. 276/2003, anche “in relazione ai compensi e agli obblighi di natura previdenziale e assicurativa nei confronti dei lavoratori con contratti di lavoro autonomo (…)”.

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