Si parla di collocare le guardie giurate sui treni ed è subito polemica. E questo nonostante la legge lo preveda da oltre dieci anni e sia già pratica diffusa in alcune stazioni e linee ferroviare, a partire da quelle lombarde. Il casus belli è una dichiarazione di Assiv-Confindustria che, riportando dati allarmanti sui furti in treni, stazioni, aeroporti e metropolitane (436,4 ogni 100 mila abitanti), rammenta che la vigilanza privata può svolgere funzioni di sicurezza sussidiaria, stante il decreto n. 144 del 2005 (misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale) che attribuisce alle giurdie giurate anche tali funzioni. La frase incriminata, che ha fatto insorgere il Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, è però l’invito all’uso di vigilantes quale strada percorribile per risolvere il problema sicurezza, che potrebbe seriamente aggravarsi con la riduzione di 73 commissariati della polizia ferroviaria, e di 8 stazioni e presidi dei carabinieri presso aeroporti e scali ferroviari, paventata dal programma governativo di spending review. Con quali soldi si pagheranno le gpg? – si chiede il segretario del Coisp Maccari. La domanda è senza dubbio lecita, soprattutto in tempi di revisione di spesa.
E la risposta è che il costo degli operatori di sicurezza sussidiaria sarebbe certamente inferiore a quello degli agenti della Polizia di Stato. Tanto precisato, nessuno intende “speculare a fini di lucro” sul degrado della Polizia di Stato: il problema della sicurezza pubblica e dei tanti lavoratori che potrebbero finire per strada sta a cuore a tutti e la vigilanza privata non potrebbe comunque mai sostituire gli agenti di polizia.

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