Federsicurezza: sostegno della sicurezza privata alla protesta delle forze dell’ordine

05 Set 2014

di Ilaria Garaffoni

Se Atene piange, Sparta non ride di certo. Se la vigilanza privata e il trasporto valori soffrono per la situazione congiunturale, ma anche per patologie strutturali e purtroppo consolidate, come il diffuso abusivismo e il progressivo ma inesorabile abbattimento delle tariffe a costante discapito della qualità, le forze dell’ordine se la passano anche peggio. Sottopagate, sotto organico, costrette a rammendarsi divise vecchie e a comprare benzina per le auto di servizio, adesso pure a rischio sanitario. La minaccia di sciopero è come minimo comprensibile. “Dispiace molto che le forze dell’ordine scontino sempre più le stesse difficoltà di cui sono vittima sia il personale che le imprese della sicurezza privata“. – dichiara l’avvocato Luigi Gabriele, presidente di Federsicurezza, l’organizzazione di Confcommercio che rappresenta oltre 450 aziende della vigilanza privata che impiegano circa 20.000 guardie giurate, a proposito dello sblocco dei tetti salariali rivendicati dai sindacati di polizia. “Il nostro comparto – riprende Gabriele – è afflitto da anni di mancato riconoscimento del reale valore dei servizi prestati, con ovvie ricadute negative anche sulle retribuzioni degli operatori, da crescita esponenziale del costo del lavoro e dalla sostanziale indifferenza delle istituzioni. Il tutto a scapito del generale comparto della sicurezza, sia pubblica che privata, le cui difficoltà si scaricano inevitabilmente anche su cittadini, famiglie ed imprese. Esprimiamo dunque un pieno sostegno alle rivendicazioni delle forze dell’ordine, sperando che la loro protesta serva a garantire maggiore rispetto per il lavoro di tutti gli addetti alla sicurezza. E comprendiamo anche i toni eccessivi stigmatizzati dal ministro dell’Interno Angelino Alfano. Per chi lavora alla sicurezza dei cittadini – conclude Gabriele – è impossibile, dopo anni di richieste ignorate o disattese, pensare di ottenere attenzione ed ascolto usando toni formali”.

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