L’Associazione A.G.R.I. scrive al ministero dell’Interno.
Una pesante denuncia delle criticità legate al servizio del trasporto valori e della vigilanza privata in generale. La lettera descrive una degenerazione che non risparmia nessun aspetto della vita lavorativa: dalla sicurezza delle guardie giurate alle condizioni contrattuali, dall’azzeramento di diritti nel cambio d’appalto alle gare al massimo ribasso, fino al diffuso malaffare in cui operano molte aziende.
Tale degenerazione vede una muta complicità nell’immobilismo di alcune Istituzioni preposte ai controlli. Cosa chiede l’AGRI? Che chi opera nel trasporto valori abbia limitati poteri di polizia ausiliaria per muoversi nel codice stradale con quel minimo di elasticità che risulta vitale…per chi rischia la vita in servizio.

Questo il testo integrale della lettera (inviata in origine all’ex ministro Cancellieri),qui in originale.

Lettera dell'Associazione A.G.R.I. inviata all'ex ministro Cancellieri
Lettera dell'Associazione A.G.R.I. inviata all'ex ministro Cancellieri
associazione guardie riunite d_italia - trasporto valori.pdf
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Gentilissimi Signori,
pur consapevole dei molteplici impegni che gravano sulla Vostra Persona e sul Vostro Ufficio nella amministrazione della “res publica”, formulo la presente nella qualità di Presidente, e legale rappresentante, di un’associazione che riunisce al proprio interno gli operatori della vigilanza privata, per portare alla Vostra attenzione la grave situazione in cui versa oggi il settore delle guardie giurate, ormai giunto ad un livello di criticità non più sostenibile.

Da troppo tempo, ormai, si registra nel nostro settore una carenza di controlli da parte degli Enti pubblici preposti, un’evasione fiscale che sta assumendo proporzioni sempre più importanti, oltre a frequenti e ripetuti episodi di truffa che provocano danno all’erario ed alla collettività.
Molti lavoratori, poi, non vedono riconosciuti i propri diritti e le proprie giuste spettanze economiche perché ricattati con la minaccia del licenziamento, svolgendo la propria attività spesso in assenza delle più elementari condizioni di sicurezza: il tutto mentre in città continuano gli assalti ai furgoni portavalori, con gravissimi rischi per l’incolumità degli operatori impiegati nel servizio, oltre che per la sicurezza dei tanti cittadini che troppo spesso sono rimasti vittime dei continui episodi di criminalità a danno dei suddetti mezzi blindati, come purtroppo abbiamo imparato a conoscere attraverso la cronaca dei giornali.

Ma non solo. C’è una questione di diritti negati quando una guardia giurata passa da un’azienda ad un’altra del settore, vedendosi azzerati – o quasi – tutti i livelli di salvaguardia acquisiti. Senza dimenticare, poi, l’assenza di corsi di formazione e di preparazione, come ad esempio quelli previsti per legge in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, oltre al fatto che troppo spesso molte guardie giurate sono costrette ad acquistare le pistole di ordinanza, quando invece ciò spetterebbe ai medesimi istituti di vigilanza.
Per non parlare, poi, delle gare al massimo ribasso banditi delle pubbliche amministrazioni: atteggiamento, questo, che non consente di certo il rispetto delle regole.

Sconcertante, poi, l’immobilismo di quelle istituzioni che, pur essendo obbligate a garantire e tutelare il rispetto delle regole, ad oggi nulla hanno fatto per salvaguardare il posto di lavoro di ben 145 guardie giurate in forza presso un importante istituto di vigilanza romano, a rischio licenziamento perché in esubero.
L’elenco è ancora lungo ma continuare, ormai, appare inutile e tedioso.

In tutta questa vicenda, tuttavia, mi preme sottolineare che non è solo la difficile situazione in cui versa il nostro settore che sconcerta e rammarica tutti noi che svolgiamo questo lavoro, quanto la constatazione dell’immobilismo dello Stato e dei suoi amministratori, che in tutti questi anni nulla hanno fatto e nulla stanno facendo per trovare una soluzione alle problematiche sopra denunciate.
Ci sentiamo traditi ed offesi da queste Istituzioni. Abbiamo prestato giuramento di fedeltà a quella Repubblica dalla quale avremmo dovuto essere rappresentati e tutelati e che, invece, ci ha abbandonato al nostro destino.

A Lei, Sig. Ministro, per quanto di mia competenza e sono sicuro di parlare anche a nome di tanti altri colleghi, chiedo di essere smentito in quella che, ormai, sembra essere non più una semplice sensazione, ma una triste ed oggettiva realtà, illustrando – qualora ve ne fossero – le iniziative ed i progetti che Lei intende portare avanti per riorganizzare e rilanciare un importante settore come quello della vigilanza privata.
Mi vengono in mente, tra le tante iniziative che potrebbero essere considerate da parte del suo ufficio e sviluppate nelle sedi competenti, la possibilità di concedere agli operatori del trasporto valori – entro limiti e presupposti ben definiti e regolamentati dalla legge – poteri di polizia ausiliaria (sul modello ausiliari del traffico) che possano consentire a costoro il mantenimento ed il rispetto delle distanze di sicurezza nei confronti delle autovetture che parcheggiano nelle aree antistanti ai punti destinati al carico e scarico dei valori.

Sembra questa una banalità, ma l’attribuzione di speciali poteri (ausiliari e limitati) potrebbe consentire ai furgoni porta valori di arrivare più vicino possibile alle aree di carico e scarico valori, limitando di molto i tempi delle operazioni e l’esposizione degli operatori al rischio di possibili attentati e rapine da parte della criminalità organizzata: vi sarebbero anche innegabili benefici per la sicurezza dei cittadini e dei passanti, non più esposti ad inutili rischi per la propria incolumità.
Nonostante la difficile situazione del nostro settore, mi piace ancora credere che le Istituzioni Pubbliche ed i suoi rappresentanti possano ricordarsi dello scopo e delle finalità per cui sono state concepite: è ancora un piccolo e flebile lumicino di speranza che auspico Lei non spenga con quell’inerzia che, a sensazione, non credo appartenerLe ma che ho visto in tanti suoi predecessori e che tanti danni hanno prodotto all’interno del nostro settore.

Quanto a Lei Sig. Sindaco, per quanto di Sua competenza, e quale Autorità Pubblica più vicina e prossima ai cittadini, responsabile e garante della protezione civile della nostra città, Le chiedo di adottare alcuni primi interventi che potrebbero portare un primo immediato – seppure parziale – beneficio al settore.
Le chiedo, in particolare, di valutare la possibilità di consentire anche ai furgoni portavalori il transito su quelle corsie preferenziali ove ad oggi transitano non solo i mezzi pubblici, ma anche le c.d. “auto blu” (persino quelle dei rettori di università!), gli N.C.C., i bus turistici, ecc.

Lungi dal voler alimentare inutili e sterili polemiche, e senza volere scendere nei tecnicismi giuridici che regolamentano l’accesso sulle suddette corsie, Le chiedo di affrontare il problema sopra evidenziato con la responsabilità e la competenza che caratterizzano il Suo ufficio, verificando – di concerto con gli organi e gli uffici preposti – le condizioni ed i presupposti che possano consentire anche agli operatori addetti al servizio di trasporto valori, in quanto incaricati di pubblico servizio, di poter transitare sui tratti stradali riservati al trasporto pubblico. Ciò non per un capriccio o per moda, ma perché così facendo aumenterebbe la mobilità e la velocità di spostamento dei suddetti mezzi, con inevitabili benefici per la sicurezza degli stessi operatori in servizio, meno esposti al pericolo di assalti da parte della criminalità organizzata, oltre che per i cittadini e la collettività.
Un suo provvedimento favorevole, inoltre, darebbe una grossa mano anche alle aziende (cosa molto apprezzabile, in un momento di grandi difficoltà economiche, anche per il mondo produttivo) che svolgono il predetto servizio, in quanto si ridurrebbero i tempi di percorrenza con un abbattimento dei costi sul carburante e sulle tariffe.

Infine, Le chiediamo di intervenire per regolamentare un’anomalia piuttosto singolare che vede i vigili urbani multare troppo spesso i mezzi blindati durante le operazioni di carico e scarico dei valori: è, senza dubbio, giusto e corretto sanzionare manovre e comportamenti non rispettosi della legge e del codice stradale, ma pretendere in maniera rigida e pedissequa di applicare in ogni circostanza il rispetto delle regole appare non sempre una scelta corretta, specie quando tale atteggiamento può esporre a pericolo le guardie giurate, se costretti a parcheggiare i propri mezzi blindati ad una distanza eccessiva rispetto alle aree di carico e scarico valori.

Questi sono solo alcuni dei molteplici problemi della vigilanza privata che certamente conoscete in virtù del ruolo istituzionale da Voi ricoperto.
Su questi ed altri problemi, Vi chiedo di aprire un tavolo tecnico attorno al quale far sedere tutti quei soggetti istituzionali che, a vario titolo, rientrano nel settore della vigilanza privata e con i quali concordare interventi immediati e diretti per la riorganizzazione, la qualificazione ed il miglioramento di questo importante e strategico settore produttivo: è un processo lungo ed impegnativo, ma che può essere affrontato e perseguito con la volontà ed il coraggio che a Voi, certamente, non mancano.

Quello stesso coraggio che è il vero motore del cambiamento e che, in un momento così difficile per tutti, può aiutare tante persone e famiglie. A voi cosa ne torna? Senza dubbio la stima e la riconoscenza di decine di migliaia di famiglie che, almeno per una volta, potrebbero scoprire ancora di potersi fidare di quelle istituzioni che troppe volte nulla hanno fatto per la nostra categoria: anche la Vostra coscienza ed il Vostro “senso di Stato” ne avrebbero un innegabile beneficio e giovamento ed in un momento di grave crisi di valori umani e spirituali, come quello che stiamo vivendo, non è certamente cosa da poco.

Ad ogni modo, per quanto in mio potere, procederò a raccogliere e farVi avere in una prossima missiva le firme dei tanti colleghi, dei loro familiari e dei tanti imprenditori che si rispecchiano nel significato di questa lettera per darvi conto delle numerose persone che, sebbene scoraggiate, sono disposti ancora a concederVi fiducia, nella speranza che Voi operiate per il bene della collettività.

RingraziandoVi della cortese disponibilità ed in attesa di Vostre notizie, invio
Distinti saluti

Roma, 27 novembre 2012

Associazione A.G.R.I.
Il Presidente e legale rappresentante.
Massimo Raffi

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