Urge un rinnovo dignitoso del CCNL Vigilanza Privata: lettera al Governo di una guardia giurata

Mentre i sindacati cercano con le unghie e coi denti di portare a casa almeno qualcosa da un tavolo di trattative che si incaglia sempre sul punto più spinoso (ma cruciale per i lavoratori e le lavoratrici del settore vigilanza privata e sicurezza, costretti a paghe da fame e con un CCNL fermo al caro vita di 7 anni fa), ossia il salario, sono le stesse guardie giurate a chiedere aiuto alle autorità di riferimento: Ministro dell’Interno, Ministra del Lavoro, Presidenti del CdM e del Senato. Riportiamo una lettera (e non è la prima) inviata a queste autorità, e a noi per divulgazione, da un lavoratore del settore. Una lettera che esprime senza retorica tutta la sofferenza e le rinunce e i rischi che corrono quotidianamente questi lavoratori, tra i più sottopagati d’Italia. Una lettera che grida urgenza. 

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Nuovo stop al tavolo di rinnovo CCNL Vigilanza privata e servizi di sicurezza

E’ di nuovo stallo della trattativa per il rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza. Dopo la rottura del tavolo di trattative avvenuta a fine marzo, quando Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs avevano dichiarato insufficiente la proposta economica (aggravata nel frattempo da inflazione, aumento dei prezzi e delle bollette) e le associazioni datoriali avevano dichiarato di non avere più il mandato per rinnovare un CCNL scaduto – lo ricordiamo – da 7 anni, a settembre si era tentato di ricostruire un dialogo che aveva anche dato qualche frutto sulla parte normativa.

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Vigilanza Privata: due corsi di formazione per servizi antipirateria a fine anno

In piena zona Cesarini, lo Stato Maggiore della Marina Militare mette a segno due corsi di formazione specialistica per abilitare le guardie giurate ai servizi antipirateria. Dal 29 novembre al 1 dicembre 2022 e dal 13 al 15 dicembre 2022, presso il Battaglione Scuole “Caorle” della Brigata Marina San Marco di Brindisi, avranno infatti luogo il primo e il secondo corso di formazione, giusto a ridosso dello scadere del regime transitorio (31 Dicembre). Meglio tardi che mai.

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