Vigilanza Privata e Direttiva UE: tempo di salario minimo?

La direttiva europea sul salario minimo, ora in attesa solo dell’ok del Parlamento e del Consiglio UE, non prevede dei minimi salariali: parla di retribuzioni adeguate. Cosa questo vorrà dire, in un paese come l’Italia (tra i 6 paesi in tutta l’UE a non avere una legge in materia), è tutto da capire. Di fatto si tratta di un rafforzamento del diritto nei paesi in cui è già previsto ed un invito a farlo laddove non sia previsto. La questione riguarda purtroppo da vicino i lavoratori della vigilanza privata, che si caratterizzano per paghe da fame e turni massacranti, per giunta in costanza di attività, nella maggioranza dei casi, usuranti. E nonostante il DDL Catalfo sul salario minimo giaccia in Parlamento in quanto ritenuto da molti “non prioritario”, dopo l’intervento UE anche la Presidente della Commissione Lavoro Camera dei Deputati, Romina Mura, sensibilizza sul tema retributivo minimo, con un particolare focus sul mondo della vigilanza privata.

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Investigatori privati: il tesserino di riconoscimento è realtà

Sono passati la bellezza di 12 anni dall’introduzione dell’art. 254 TULPS (classe 2010), che parlava per la prima volta della necessità di disporre di un tesserino di riconoscimento per l‘investigatore privato. Al netto del dibattito sull’utilità o meno di questo strumento – che in ogni caso consente all’investigatore alcune attività d’indagine, ad esempio presso le banche dati della PA, precluse al cittadino comune – non possiamo non riflettere sui tempi di risposta del legislatore, lontani anni luce dai ritmi del mercato, dell’impresa e di un mondo che, dal Covid in poi, è cambiato per sempre.

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Vigilanza Privata: dopo un buon 2021, nuove sfide per Coopservice (e per tutti)

Chiaroscuri di un settore vigilanza privata che nel 2021 si era ripreso ma che si è trovato a fronteggiare altre variabili ancora più dannose del Covid: dal caro energia ad una guerra dagli esiti imprevedibili. Ne abbiamo parlato con Roberto Olivi, riconfermato presidente di Coopservice, per la quale ha già ricoperto diversi incarichi prestigiosi, tra i quali Di.Ge e Direttore della divisione Sicurezza.

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Cosmopol acquisisce CMF Holding e si rafforza al Nord

Il Gruppo Cosmopol, tra i leader nel settore vigilanza e sicurezza privata, ha acquisito C.M.F. Holding S.r.l., alla quale fanno capo anche C.M.F. Scarl, già Consorzio Mondialpol Facility, e C.M.F. Nord e C.M.F. Centro. La Holding (con sede a Brescia) fornisce servizi fiduciari, reception, accoglienza ed antitaccheggio; C.M.F. ha registrato un fatturato annuo medio negli ultimi tre esercizi (2019, 2020 e 2021) di 19,7 milioni di euro ed oggi impiega 375 addetti sul territorio nazionale, con una concentrazione in Lombardia e Piemonte. L’accordo, che salvaguarda i livelli occupazionali, permette al gruppo di rafforzare la propria presenza nel Nord e nel Centro, in special modo nei servizi di sicurezza ad alta professionalizzazione.

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Vigilanza Privata: al Viminale vige la legge del silenzio

E, come sempre, il nostro Bastiancontrario fa parlare di sè. Luigi Gabriele, identificandosi nell’unico lettore del nostro anonimo autore, rilancia il tema del “non fare” dell’Amministrazione dell’Interno. Non prendere iniziative utili per la vigilanza privata, non ascoltare le richieste (anche di semplice attenzione) del settore, non valorizzare le cose buone, non cogliere le occasioni. Il tutto per una presa di posizione esiziale per il settore: non voler comunicare con gli stakeholders. La lista delle cose da non fare è liberamente aggiornabile, a danno della sicurezza privata, naturalmente.

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