Estensione di licenza di vigilanza privata, nuove regole: un boomerang?

Le note di Bastiancontrario su temi all’apparenza tecnici scatenano sempre un vivace dibattito politico. Ci riferiamo stavolta al fatto che la richiesta di estensione di licenza permetterà d’ora in poi di partire con nuovi servizi e nuove aree senza più aspettare 90 giorni per il silenzio-assenso. Un’ottima notizia per le imprese di vigilanza privata già dotate di ciò che richiede la legge per crescere; il panico per chi sfrutta i 90 giorni per barcamenarsi (adeguandosi in un secondo momento o lasciando perdere, in base alla convenienza). Il tutto con la mannaia di verifiche che potrebbero partire immediatamente. Ma quando mai, si dirà, con i soliti uffici PAS con la eco… Eppure, nonostante l’improbabilità che lo stato metta il turbo nelle verifiche, è lecito pensare ad un’occasione di rinnovamento etico per il settore? O, in seconda battuta, ad un po’ di ossigeno per le imprese… Se lo chiede il Presidente di Federsicurezza Luigi Gabriele, e noi con lui.

Effetto boomerang, parte due

Luigi Gabriele

Il boomerang “è uno strumento solitamente di legno che può essere lanciato. Ha la sua origine in primitive armi da lancio usate dagli aborigeni australiani per la caccia e la guerra…”
Caro Bastiancontrario, il tuo unico però sempre affezionato lettore è, ahimè, rientrato dalla pausa agostana e ti ha letto con la consueta doverosa attenzione.

Una prima notazione, spontanea: dal 13 dicembre del 2007 all’11 marzo del 2021 passano, a spanne, quattordici anni e tre mesi, cioè, sempre a spanne, 171 mesi, cioè 57 volte novanta giorni, i fatidici novanta giorni…

E’ stato un lungo intervallo di tempo, più lungo delle cinquanta volte contate da Padre Dante nel famoso canto decimo dell’Inferno (“ma non cinquanta volte fia riaccesa”), tanto lungo da far dimenticare quanto quei tre mesi sarebbero stati, come sono stati, assai utili agli Istituti, che forse un giorno diventeranno per magia Società/Imprese, per guardarsi intorno e nelle tasche, per ponderare al meglio la scelta di dare veramente corso ai contenuti delle istanze presentate per dare diverso corpo alle proprie attività …

È pur vero che in tale breve lasso di tempo, la saggezza della quale è depositaria l’Amministrazione avrebbe potuto (in autotutela?) dare corso e corpo ad una valutazione delle cose de quo utile ad individuare un percorso di coerente adeguamento della norma (singolare per il plurale…).

E’ altrettanto vero, però, che in questo felice Paese, famoso per la sempre esistente dicotomia tra paese reale e paese legale, minuscola questa volta voluta, registriamo da qualche anno, pur se in presenza di una recente timida inversione di tendenza, la cesura tra Amministrazione (paese legale) e rappresentanza d’impresa (paese reale), cesura che alimenta la diversità di lettura, interpretazione ed applicazione di ogni statuizione, da qualsiasi fonte provenga, e, effetto spot televisivo, rende appetibile, l’ultima delle pronunce su un tema, migliore proprio perché…ultima!

Si dirà: ma se solerti UTG chiedono ancora chiarimenti interpretativi e conforto applicativo su questioni ormai al limite del desueto, perché l’intelligente lettura del periculum in mora costituito dalla modificazione introdotta dalla Sentenza del Consiglio di Stato, pur nella non totalmente condivisibile lettura della argomentazione sul punto resa dallo stesso consesso, deve preoccupare i nostri ineffabili Capi d’Istituto?

Si dirà inoltre: viste le note carenze strutturali delle Divisioni PAS, ricomprese nelle più ampie carenze organiche delle UTG delle quali sono articolazione funzionale, ti pare mai possibile che illic et immediate ti arriva un controllo di corretta organizzazione d’impresa, di organizzazione funzionale del lavoro di possesso di requisiti di sicurezza, comunicazione, eccetera eccetera…?

Considerato che a Cernobbio abbiamo appreso che la crisi di contenimento e controllo dei flussi di immigrazione irregolare segue la necessità di applicazione pedissequa delle norme anti-pandemia… figuriamoci se ubi maior minor non cessat!

Caro Bastiancontrario, che questo nostro piccolo mondo, davvero ormai antico, non riesca a trovare una velocità omogenea per una percorrenza sincrona della propria retta via, appare chiaro da qualsiasi angolazione si fotografi la quotidianità. Quanti sono attenti e saggiamente critici lettori come Te del divenire quotidiano, e, quanti (grazie per considerarmi Tuo unico lettore) ti seguono pedantemente come chi scrive? Spero invero che siano tanti, molti, ma che non si palesino solo perché condividono botta e risposta! Sarà, presunzione? Mah, che dire, “a pensar male del prossimo si fa peccato, ma si indovina “, diceva Sua Santità Pio IX, frase poi veicolata al Divo Giulio, nel lontano 1939, dal Cardinale Selvaggiani, Vicario di Roma, e dallo stesso resa nella celebre vulgata “ a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”…

Vediamo di prendere per buono l’aspetto etico racchiuso nella novella? Il Consiglio di Stato verrà quindi citato nei master per Imprenditori e Dirigenti d’azienda di comparto come indicatore di “serietà” nella progettazione d’impresa? L’Amministrazione, grande ed attenta madre delle tante piccole medie grandi UTG, vorrà dare prova di comprensione per questa privazione tout court d’ossigeno ai poveri imprenditori nascituri o con voglia di ampliamento?

Speriamo, speriamo, Spes ultima dea, anche se chi vive sperando… con quel che segue!
L’Unico Lettore

(in arte, Luigi Gabriele)