Riceviamo e pubblichiamo questa lettera da un operatore del settore, auspicando di ottenere ascolto sia da parte sindacale, sia da parte datoriale. Il tema è semplice ma assolutamente basilare: perchè questo rinnovo contrattuale non arriva mai?  Sappiamo tutti che la sindacalizzazione dei lavoratori nella vigilanza privata è molto ridotta e sappiamo anche che il vecchio CCNL richiede una seria rivisitazione, ma il tempo passa. I lavoratori hanno bisogno del rinnovo. Cosa si aspetta?

Gentile Direttore
vorrei portare alla sua attenzione la grave situazione in cui versano ancora oggi i lavoratori del settore Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari.
È quasi banale dire che, nella situazione di crisi economica generale che ci affligge, l’aumento del costo della vita è diventato insopportabile per tutti i lavoratori dipendenti.
Per noi, che abbiamo stipendi medi tra i 1.000.00 e i 1100.00 euro, il rinnovo del Contratto Nazionale di Categoria è la sola speranza per migliorare le nostre condizioni economiche.
Non è invece banale focalizzare la situazione attuale, che vi invito a considerare.

1) il Contratto Nazionale della Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari è scaduto ormai dal 31/12/2015 e siamo quasi alla fine del secondo anno dall’avvio delle trattative.

2) L’assemblea unitaria delle strutture e dei delegati Filcams/CGIL, Fisascat/CISL e Uiltucs/UIL convocata a Roma il 15/12/2017, ha dato mandato alle Segreterie Nazionali di organizzare la mobilitazione e lo sciopero dei lavoratori del settore della Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari.

3) Se guardiamo gli ultimi rinnovi, concretizzatisi dopo mesi e mesi dalle naturali scadenze, è come se avessimo saltato un rinnovo –  o forse addirittura due.

4) Siamo sempre indietro rispetto ad altre realtà, non solo per la parte normativa ma anche e soprattutto per quella economica.

5) Non conosciamo con precisione quali siano le difficoltà che impediscono il rinnovo del Contratto Nazionale, siamo consapevoli altresì che la bassa sindacalizzazione dei lavoratori non facilita la trattativa e certamente relega questa categoria in un angolo buio che non si merita.

6) I dipendenti degli istituti di Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari sono circa 70mila addetti, di cui oltre 41mila Guardie Particolari Giurate, che ogni giorno svolgono mansioni importanti con dedizione volontà e responsabilità, adeguandosi ad ogni nuova normativa ma ricevendo uno stipendio non adeguato.

È pertanto giusto che alle Guardie Particolari Giurate venga finalmente riconosciuto il merito di ciò che ciascuno fa all’interno del proprio Istituto di Vigilanza.
E’ giusto che il lavoro svolto venga “pagato” per quanto vale, sia in ragione del rischio, sia in ragione del costo della vita.
Per quanto sopra, in questo momento così difficile, è urgente e importante che si riaprano immediatamente le trattative e si arrivi alla firma di un contratto nazionale unitario, dignitoso e rispettoso della nostra professionalità.

Angelo Sifrido MANCIN

 

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