Security disarmata, tra concorrenza sleale e norme inadeguate

23 Set 2016

di Ilaria Garaffoni

logo-aissIl mercato della security disarmata: sicurezza nei locali da ballo, portierato, investigazione privata, stewarding e molte altre figure non armate. Un mercato in crescita, ma anche in affanno per un diffuso fenomeno di concorrenza sleale e normative inadeguate, nonostante il recente riordino del settore. Ne abbiamo parlato con il Presidente di AISS (Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria) e di ENBISIT (Ente Nazionale Bilaterale Sicurezza Investigazioni e Tutela), Franco Cecconi.

Qual è la tendenza del mercato dei servizi di sicurezza per i locali di intrattenimento?

Vorrei premettere che la rappresentanza di AISS non è relegata ai soli servizi di sicurezza nei locali da ballo, ma abbraccia anche le attività di portierato, investigazione privata, stewarding e vanta nella propria compagine associativa anche Istituti di Vigilanza Privata, alcuni dei quali fornitori di servizi altamente specializzati come quelli di antipirateria navale.
Tanto premesso, i servizi di controllo in discoteca versano attualmente in fase di stagnazione, dopo anni di netta contrazione dovuta senz’altro alla recessione economica, ma anche alle eccessive pressioni fiscali cui i gestori di locali da ballo sono stati assoggettati. A seguito dunque di una contrazione quantitativa del lavoro, il mercato è oggi in attesa di ripresa. Chi tra i gestori è comunque riuscito a restare in piedi tra le rovine, sta oggi più che mai attento attento ai costi. E questo nonostante il ruolo assolutamente determinante degli addetti ai servizi di controllo nei locali aperti al pubblico – settore che soffre peraltro di un fenomeno diffuso, e mai sanato, di concorrenza sleale.

Allora passiamo ai principali ostacoli allo sviluppo del vostro settore…

Riprendo subito il tema della concorrenza sleale. Il settore è tuttora ampiamente caratterizzato da “aziende” (o per meglio dire gruppi di lavoro) che non osservano gli adempimenti fiscali, contributivi e assicurativi e nemmeno giuslavoristici previsti dall’ordinamento. Ad esempio viene fatto un ampio uso di voucher, che invece è vietato dalla norma, la quale presuppone la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato.
In tema normativo, un secondo ostacolo allo sviluppo del settore nasce dall’inadeguatezza delle leggi messe in campo, nonostante l’apprezzabile sforzo di riordino normativo di cui la stessa AISS è stata protagonista attiva. Continuiamo quindi a fare pressione per modificare una legge che, oltre a generare lungaggini burocratiche all’avviamento al lavoro, contiene prescrizioni spesso inadeguate al lavoro nella sua concretezza operativa, a partire dal divieto di esposizione a livelli di rischio – un vero non sense, dal momento che è impossibile sventare una minaccia senza esporsi alla stessa. A breve dovrebbe però uscire un decreto che autorizza almeno l’utilizzo di metal detector e sistemi di patch down, ma molto resta ancora da fare.
Infine il tema contrattuale: esiste una pletora di sedicenti “CCNL” applicati spesso in maniera impropria, e lo stesso contratto da noi siglato non sempre è applicato “in chiaro”, con evidenti problematiche a cascata.

A proposito di applicazione del CCNL: quale diffusione ha raggiunto il contratto siglato da AISS?

La diffusione reale è impressionante e superiore almeno di 10/15 volte rispetto a quanto viene dichiarato. Poiché il nostro CCNL non ha ancora ottenuto un codice INPS, parecchie aziende lo stanno infatti adottando senza informare l’ente bilaterale, al solo scopo di eludere la quota ENBISIT. Un’operazione che, oltre a danneggiare i lavoratori (che vedono decurtato il proprio salario fino al 15-20%), è ad altissimo rischio per le stesse aziende. Il mancato rispetto del CCNL fa infatti decadere ogni diritto agli sgravi previsti a livello contrattuale e l’Ispettorato del Lavoro sta peraltro cominciando ad elevare sanzioni salate per chi elude il CCNL. In ogni caso il codice INPS arriverà a breve, quindi la situazione verrà sanata.


In tema contrattuale, siamo anche in tempi di rinnovo: intendete apportare delle modifiche sostanziali?

Il nostro contratto nasce per ascoltare e rispondere anche alle esigenze più particolari delle aziende del settore: si configura quindi come un contratto dinamico ed in costante evoluzione. Di certo posso anticipare che nel rinnovo inseriremo un’assistenza sanitaria integrativa a tutela dei lavoratori…ma c’è molto altro in progress.

Siamo purtroppo anche in tempi di crisi: quali sostegni offrono i fondi ai quali vi appoggiate?

Ci appoggiamo a Fonditalia: un fondo interprofessionale che promuove e finanzia piani formativi aziendali, nazionali, territoriali o settoriali concordati tra le Parti sociali in coerenza con la programmazione regionale e con le funzioni di indirizzo attribuite in materia al Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche sociali.
E poi c’è l’ENBISIT, ente bilaterale di riferimento che prevede sostegni e contributi per aziende…purché naturalmente si aderisca in chiaro al contratto. Fatto, come detto, per nulla scontato.

Quali obiettivi si era posto in questo mandato alla Presidenza di AISS? Cosa è stato raggiunto e cosa manca ancora?
Posso dire che tutti gli obiettivi siano stati raggiunti parzialmente per la loro intrinseca natura di obiettivi dinamici. Mi riferisco al miglioramento continuo del CCNL o alle modifiche alla normativa di settore, che richiedono tempi lunghi e dagli esiti spesso imprevedibili.
Tra gli obiettivi del lungo periodo si annoverano il riconoscimento professionale e normativo della figura della guardia del corpo o bodyguard, e ancora una rettifica alla formazione professionale dei security manager, che dovrebbe a nostro avviso essere allargata, dal comparto vigilanza, anche al mondo delle investigazioni private senza integrazioni così gravose come quelle ora richieste.

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