Proposta di legge per le attività di sicurezza sussidiaria: guardie giurate agenti di pubblica sicurezza?

La proposta di legge “Disciplina delle attività di sicurezza sussidiaria”, presentata il 28 febbraio 2022 a firma dell’On. Gianni Tonelli (Lega), è stata calendarizzata per la discussione alla Camera. Riprendendo sia il decreto Pisanu-Mantovano del 2003, sia le definizioni di sicurezza sussidiaria e partecipata introdotte nel tempo dal legislatore, questo disegno di legge (D.L. 3493) si pone l’obiettivo di professionalizzare le guardie giurate definendone in modo più dettagliato ambiti operativi, poteri e attribuzioni. Il testo, che si compone di sei capi, sembra in prima battuta raccordare e coordinare le diverse disposizioni che si sono susseguite nel tempo – tra decreti, circolari, disciplinari della polizia, norme tecniche e regolamenti europei – dal 2003 e in particolare dal 2008 in poi.  Non mancano però le novità.

Il testo adegua la disciplina alla trasformazione tecnologica ed organizzativa che ha vissuto il settore e mantiene la licenza provinciale in casi eccezionali (trasporto valori, sistemi di teleallarme, vigilanza a cantieri mobili, vigilanza e scorta di convogli ferroviari), “in ragione della necessaria contiguità spaziale fra impiego di personale armato ed esercizio delle funzioni di direzione, gestione e controllo”.

Di particolare interesse, la qualificazione giuridica degli addetti ai compiti di sicurezza sussidiaria per i quali di parla di agente di pubblica sicurezza, riconoscendo alle guardie giurate “occasionali funzioni di polizia giudiziaria, secondo una consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione, e più estese facoltà di arresto in flagranza” (non più solo per delitti perseguibili d’ufficio per i quali l’arresto sia obbligatorio, ma anche per i delitti che le guardie giurate sono tenute a prevenire, laddove l’arresto sia consentito). Le guardie giurate stendono verbali che fanno fede fino a prova contraria e hanno l’obbligo di consegnare immediatamente le persone arrestate e i mezzi di prova eventualmente raccolti all’organo di polizia che interviene sul posto.

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