Cobas: serve la massima adesione allo sciopero della vigilanza privata

Con un CCNL fermo al 2015,  lo sciopero della vigilanza privata è sacrosanto, “anche se se un solo giorno non scatenerà alcune preoccupazione nelle associazioni datoriali: noi avremmo voluto uno sciopero più lungo” – questo il comemnto di COBAS Settore Vigilanza sulla giornata di sciopero indetta per il 24 Dicembre 2020. “Paghe da fame a fronte di rischi, sacrificio, tempo tolto alla famiglia. Indennità che sarebbe giusto chiamare elemosine, a fronte del sacrificio notturno, della guida al volante di una pattuglia o di un furgone per 200 – 300 km, di ore e ore passate con il gap addosso, all’esterno, sotto alle intemperie per difendere una banca. Tutto questo con un fatturato 2019 per il settore della vigilanza privata di 1,4 miliardi di euro. Le associazioni datoriali avanzano pretese inaccettabili per ottenere uno stallo e rinviare sine die il rinnovo perchè questo contratto è per loro sin troppo vantaggioso” – si legge in una nota sindacale. Secondo COBAS, con un solo giorno di sciopero le Guardie Giurate faranno un sacrificio che non porterà vantaggi, ma sarà comunque un segnale, anche se non atto ad intaccare la determinazione delle associazioni datoriali di non rinnovare il contratto, si legge nella nota. Tuttavia per ottenere un contratto che si possa definire dignitoso occorre dare un segnale forte con una partecipazione massiccia: “ci rendiamo conto che ogni giorno di sciopero è una remissione, perchè si vive di stipendio. Ma non c’è un’altra strada. La forza dei lavoratori è nel lavoro. Per questo bisogna essere uniti e per questo lo sciopero del 24 deve raggiungere punte di adesione altissime. Non si può cedere sui diritti”.