Vigilanza privata, che CCNL vuoi? Una ricerca Format in arrivo

21 Ott 2015

di Ilaria Garaffoni

Pierluigi Ascani…E se l’Istituto di Vigilanza Privata potesse disporre di maggiore flessibilità – normata – sull’organizzazione del lavoro? E se i primi tre giorni di malattia non gravassero tutti sull’azienda? E se si potessero riorganizzare alcune variabili afferenti il costo del lavoro (carenza di malattia, flessibilità, formazione, investimenti) in chiave di maggiore competitività? Quali riflessi ne deriverebbero le imprese, in termini di risparmi e liberazione di risorse? In una parola: in termini di competitività? Format Research sta realizzando un’indagine sulla vigilanza privata che analizza la struttura dei costi a carico delle imprese ed ipotizza gli scenari che si potrebbero aprire grazie a nuove formule di flessibilità contrattuale. Una ricerca che interpella l’intero comparto perchè riguarda l’intero comparto, rendendolo protagonista delle  decisioni che influiscono sul quotidiano operativo. Per saperne di più, abbiamo intervistato Pierluigi Ascani, Presidente di Format Research.

Qual è lo scopo di questa ricerca?

Obiettivo dello studio è analizzare gli scenari che si potrebbero aprire al modificarsi di alcune variabili afferenti i costi del lavoro nella sicurezza privata.
Il tema della riorganizzazione dei costi del lavoro è di particolare attualità, dal momento che l’attuale CCNL della vigilanza privata è ormai giunto a scadenza. Il nostro obiettivo è capire quali riflessi ne deriverebbero le imprese se si potessero riorganizzare alcune variabili (ad es. carenza di malattia, flessibilità, formazione, investimenti) in chiave di maggiore competitività. Si libererebbero risparmi e risorse? E come verrebbero destinate queste risorse? A questi ed altri interrogativi cercherà di dare risposta questa indagine.

A che punto siete del lavoro?

Conclusa la fase esplorativa, che ha analizzato la struttura dei costi della sicurezza su un campione di bilanci significativo delle imprese della sicurezza, siamo ora nel pieno della seconda fase, ossia la parte delle interviste ad un campione rappresentativo di istituti e imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari, che assomma almeno 400 imprese. Le interviste, telefoniche e scritte, sono rivolte ad aziende di dimensionamento e presenza territoriale anche molto diverse tra loro.

I dati raccolti verranno divulgati “in chiaro” o saranno elaborati in forma anonima?

In ossequio alla Legge sulla Privacy, le risposte verranno raccolte in forma anonima e trattate soltanto per finalità statistiche: non sarà quindi conservato alcun nome o dato personale e le risposte verranno presentate solo in forma aggregata.
Gli intervistati possono anche rispondere in forma parziale senza alcuna conseguenza.

Che reazioni sta avendo il mercato della vigilanza privata? Rilevate interesse sul tema CCNL?

Assolutamente sì: il tema è di grande interesse, anche per la sua stringente attualità.

Quando divulgherete i risultati della ricerca?

I risultati verranno presentati in anteprima il 3 novembre 2015 mattina presso la fiera SICUREZZA a Pero/Rho in seno ad un convegno di FederSicurezza che, analizzando le diverse strade percorribili sul piano tecnico, intende al contempo porre le basi per tratteggiare le nuove richieste datoriali al tavolo del rinnovo contrattuale. Saranno infatti invitate tutte le parti sociali e chiunque possa essere interessato al tema, partendo dalle imprese del settore. L’occasione sarà utile anche per discutere del possibile sblocco delle risorse accantonate dai Fondi, che potrebbero finanziare nuove iniziative a favore del comparto.

I Video

https://www.anivp.it/

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