EXPO’ 2015 e rischio attentati: vigilanza privata in prima linea

16 Gen 2015

di Ilaria Garaffoni

imagesDopo l’attentato alla redazione della rivista satirica Charlie Hebdò, torna alta l’attenzione sul tema terrorismo. Nel mirino dei fondamentalisti islamici si sarebbero anche il Vaticano, la città di Roma e l’Italia in linea generale. Inutile sottolineare che un obiettivo altamente sensibile, non solo perchè abnormemente affollato, ma anche perchè sotto i riflettori del mondo intero per sei lunghi mesi, è l’Esposizione universale che si terrà tra meno di quattro mesi, meglio nota come EXPO’ 2015. Come proteggere un sito dove convivranno etnie e culture tanto diverse, sia sul fronte espositivo che su quello dei visitatori? La ricetta del Piano Sicurezza prevede l’impiego di 1000 guardie giurate, 1.400 telecamere (400 lungo il perimetro e le altre dentro e fuori i 145 padiglioni previsti), 108 metal detector  e 250 tornelli automatici installati presso i quattro varchi pedonali di accesso al sito, reti di recinzione alte tre metri e un lavoro di squadra di forze dell’ordine (Digos e Ros sono già all’erta) e polizia postale contro il rischio di cyberattacchi. Rinforzata anche la protezione della città di Milano: il sindaco Pisapia ha infatti annunciato l’installazione di altre 700 telecamere, oltre alle 1000 già attive lungo il perimetro metropolitano.

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