Lega: formazione delle guardie giurate e lotta all’abusivismo nella vigilanza privata

Licenziare quanto prima il decreto sui requisiti minimi formativi e professionali delle guardie giurate, investire su un nuovo CCNL che preveda maggiori tutele e adeguata formazione e infine riaprire il dialogo sul tema dell’estensione dei campi d’intervento e di attività della vigilanza privata e sul contrasto all’abusivismo. Queste le priorità del Sottosegretario di Stato all’Interno del Governo Draghi On. Nicola Molteni, che assicura la ripresa di quel dialogo con il comparto della sicurezza privata già proficuamente avviato durante il Governo Conte 1.


La Lega ha sempre avuto un occhio particolarmente attento alle problematiche del comparto sicurezza privata: durante il suo precedente Sottosegretariato lo scambio è stato costante e produttivo. Quali iniziative intendete portare avanti in questo Governo per il nostro settore?

Il tema della sicurezza rimane prioritario. La sicurezza è, mi preme ribadirlo, un bene primario imprescindibile che va tutelato e difeso nell’interesse del cittadino e della comunità. Si deve continuare ad investire nel controllo del territorio, nella prevenzione e nel contrasto del crimine. La sicurezza privata rimane un comparto importante, che va tutelato anche nell’ottica di un concetto più ampio che sottende al principio della sicurezza integrata.
Nel Governo Conte 1 abbiamo ripreso un dialogo, un proficuo confronto con le associazioni di rappresentanza del comparto, percorso che oggi vogliamo proseguire. E’ necessario impegnarsi per completare la riforma del 2008. Rimane aperto il tema dell’estensione dei campi d’intervento e di attività delle guardie giurate come la proposta di legge presentata, previa una attenta valutazione e condivisione anche con il Dipartimento di P.S. L’attività delle guardie giurate deve essere tutelata rispetto a pratiche di esercizio abusivo della vigilanza privata spesso mascherata con il cosiddetto “portierato” .

Lo scorso anno il vostro consigliere di Grosseto Pasquale Virciglio si è battuto perché le guardie giurate, particolarmente esposte al contagio, potessero accedere a test sierologici gratuiti. Oggi il focus si è spostato sul vaccino: ritiene che gli operatori della sicurezza privata possano essere annoverati tra le categorie prioritarie?

Nel processo vaccinale ci sono stati ritardi e problemi legati anche alle difficoltà di approvvigionamento delle dosi delle diverse case farmaceutiche. Ora, grazie al Presidente Draghi e al Commissario Figliuolo, il piano sta ripartendo con il coinvolgimento dell’intero Sistema Paese. Purtroppo ci sono stati anche numerosi “furbetti” che hanno avuto accesso al vaccino approfittando delle molte incertezze nella definizione delle priorità. Se verrà garantita la vaccinazione di 500.000 cittadini al giorno, per raggiungere l’immunità di gregge all’80% prima della fine dell’anno, allora il nostro Paese potrà finalmente ripartire, salvaguardando naturalmente il diritto alla salute e il diritto alla sicurezza anche per le guardie giurate.

In Parlamento pendono varie proposte di legge – tra le quali la vostra a firma Belotti – sull’impiego delle guardie giurate all’estero, che aprirebbe rilevanti aree di business ad oggi precluse dalla normativa italiana. E’ possibile fare previsioni sull’iter di questa proposta, nonostante il periodo convulso?

Questo è un Governo nato nell’emergenza e nella straordinarietà di fronteggiare una situazione pandemica. E’ un Governo composto da forze politiche diverse, contrapposte ma unite nella responsabilità di superare la pandemia, di completare il piano vaccinale e di licenziare il Recovery Fund. E’ necessario affrontare e superare insieme l’emergenza sanitaria, che è diventata anche un’emergenza economica e sociale, solo così la nostra economia e quindi l’Italia potrà guardare al futuro. Se ci sarà condivisione noi faremo la nostra parte per il bene del Paese e di un comparto importante come quello della sicurezza e in particolare della sicurezza privata.

Tra i vari segmenti di cui si compone la sicurezza privata, il trasporto valori è stato il più penalizzato, sia in termini di fatturato che di aumento del rischio. La demonizzazione del contante legato al fenomeno pandemico, unita ad una forte riduzione dell’attività degli sportelli di banche e poste, ha infatti ridotto di molto la circolazione e il trasporto dei valori. Alla perdita di fatturato, con picchi anche del 70%, si aggiungono la riduzione dei servizi di movimentazione richiesti da banche e poste (a fronte però di un aumento dei massimali trasportati, con annesso maggior rischio marciapiede per i portavalori) e gli importi sempre più alti custoditi nei caveaux degli Istituti di Vigilanza Privata, visto che i versamenti in Banca d’Italia sono stati ridotti di parecchio. Questi due elementi aumentano esponenzialmente il rischio per il personale e per le imprese, facendo schizzare anche i premi assicurativi. Cosa potrebbe fare la Lega per aiutare questo comparto in difficoltà?

I rischi, le responsabilità e gli oneri della vigilanza privata nel corso degli anni sono aumentati. La pandemia ha acuito difficoltà, ostacoli e penalizzazione di interi comparti economici tra cui sicuramente quello del trasporto valori. A breve torneremo, in sicurezza, a vivere la quotidianità: allora sarà il momento di investire nella sicurezza integrata. E’ imprescindibile impegnarsi sul completamento dello schema di decreto ministeriale per definire i requisiti minimi formativi e professionali delle guardie giurate, completando il lavoro già intrapreso nei precedenti Governi, investendo su un nuovo contratto di lavoro che preveda maggiori tutele e adeguata formazione per garantire quella professionalità di cui il Paese ha bisogno.