Vigilanza in spiaggia? Braccialetti per garantire il distanziamento

Mentre Governo e ANCI si scannano per arruolare 60.000 volontari su spiagge e parchi per controllare social distancing, assembramenti e mascherine, l’industria mette in campo soluzioni per garantire che le regole vengano rispettate in piena sicurezza per gli addetti e per i cittadini, nel rispetto della privacy anche nell’eventuale ricostruzione di catene di contagio e pure certificando il rispetto dei protocolli di sicurezza. Braccialetti, sistemi SOS, termoscanner: ne parliamo con Giorgia Pironi, Responsabile Marketing di W.A.Y. Srl, Associata ANSSAT-Federsicurezza.


Come avete affrontato l’emergenza e come vi siete attrezzati per la fase due?

L’emergenza ci ha imposto di reagire con estrema prontezza, creatività e dinamismo.
Proponendo soluzioni IoT applicate alla localizzazione e alla gestione avanzata di mezzi, persone e merci, per tipologia di clientela (in genere trasportatori ritenuti essenziali in fase 1, siamo riusciti a mantenere le quote di mercato. Forti di anni di knowhow ed esperienza, abbiamo poi sviluppato delle tecnologie per la lotta al Covid-19 che poggiano sulle nostre piattaforme di gestione.

Anche il trasporto valori ha tenuto come mercato?

Certamente le nostre soluzioni per la gestione delle flotte e la localizzazione delle attività di circolazione delle merci si sono concentrate su trasportatori di merci e alimentari, ma anche sui furgoni portavalori. Seppur fortemente penalizzato dalla mancata circolazione del contante (situazione che dubito cambierà nella fase 2, al trasporto valori è infatti comunque imposta la dotazione di sistemi di radiolocalizzazione. Il settore della vigilanza privata ha però particolarmente apprezzato la nostra proposta per monitorare il distanziamento sociale.

Parliamo quindi del distanziamento sociale: in che modo queste tecnologie possono essere offerte dagli Istituti di Vigilanza Privata?

Monitorare l’osservanza del distanziamento sociale richiesto dai protocolli di sicurezza sanitaria è ormai un must per qualunque realtà pubblica o privata. L’idea è di dotare – in comodato d’uso – personale, visitatori e clientela di dispositivi che si possano indossare (al collo, in cintura o al polso). Quando due o più soggetti si avvicinano, il dispositivo emette una segnalazione luminosa, sonora o a vibrazione che cresce di intensità man mano che la distanza si riduce, fino a diventare continua se la distanza scende a meno di un metro.

…Una specie di allerta per chi, magari inavvertitamente, si sta avvicinando troppo?

Esattamente. Immaginiamo una spiaggia, visto che si discute tanto di riapertura degli stabilimenti balneari. L’istituto di vigilanza potrebbe proporre l’offerta in comodato d’uso del nostro bracciale, unitamente al servizio di sicurezza. Trattandosi di bluetooth, il bracciale riconosce i suoi “simili” e l’allarme scatta solo se il soggetto in avvicinamento non fa parte dello stesso gruppo di congiunti. In sostanza: il figlioletto può giocare con la mamma e il fratellino, ma non con chi non appartiene al nucleo familiare. Il braccialetto è peraltro impermeabile, quindi funziona anche durante il bagno.
Ed è anche un sistema per “certificare” il rispetto dei protocolli di sicurezza.

In che senso “certificare”?

Tutti i contatti a rischio vengono memorizzati sul dispositivo e poi scaricati su smartphone o tablet con TrasferAppAndroid: i dati vengono infine trasmessi alla nostra piattaforma in cloud per fascia oraria, giornaliera, mensile etc. Questo permette non solo di tracciare l’avvenuto rispetto dei protocolli di sicurezza, ma anche di migliorare le procedure di sicurezza e i servizi resi dalla vigilanza privata in base all’incidenza degli eventi. Inoltre può essere essenziale per ricostruire eventuali catene di contagio. Il tutto ovviamente nel rispetto della privacy, che resta un diritto primario.

Un sistema insomma per garantire la Vigilanza Privata della bontà del lavoro svolto e per garantire l’azienda della compliance ai protocolli di sicurezza: un tema caldo …

…Caldissimo, vista la pioggia di contenziosi che si sta già profilando e visto che la rubricazione del contagio come infortunio INAIL di fatto chiede all’azienda dimostrare di aver fatto tutto il possibile per scongiurare il danno. Tra l’altro alcuni nostri prodotti operano anche come dispositivi di sicurezza in senso stretto, ai fini del D.lgs 81/08: una tipologia di dispositivo indossabile permette infatti anche di gestire le emergenze (uomo–a–terra e SOS) e di intervenire tempestivamente. E ovviamente proponiamo termoscanner per misurare la temperatura nei luoghi affollati.

 

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