Formazione, certificazione, tariffe: convegno Federsicurezza

by | 29 Apr 2015 | Primapagina, Vigilanza in Tv

Formazione delle guardie giurate “ordinarie”, come pure di quelle addette a servizi di sicurezza sussidiaria e antipirateria, ma anche certificazione degli istituti e formazione e certificazione del security manager.


Quattro temi legati dal fil rouge dell’attualità di settore, motivata da scadenze imminenti e ristrutturazioni che hanno modificato l’assetto normativo di riferimento. Questi gli argomenti trattati il 27 Aprile a Roma all’affollato convegno organizzato da Federsicurezza, assieme ad AJA Registrars Europe, Università telematica Niccolò Cusano e G7 srl.

La prima scadenza è la Certificazione, dato che il ministero dell’Interno è ora in grado di accreditare gli Enti di certificazione: parte quindi la corsa alla conformità. La seconda scadenza riguarda i professionisti della security aziendale, perché la norma UNI 10459 ed. 2015 impone tre nuovi profili e 30 ore di formazione integrativa per quelli esistenti. Ancora in tema formazione, due sottogruppi tecnici della Commissione Consultiva stanno lavorando sul rapporto tra formazione e contratto di lavoro e sui programmi di formazione per le guardie giurate, in vista di un decreto che però arriverà tardi rispetto al decreto sulla sicurezza sussidiaria del2009, ma anche a quello che legittimò i servizi antipirateria nel 2012. Peccato veniale, però, dal momento che il disciplinare del DM 154/2009 anticipa, con le dovute proporzioni, le stesse regole che inquadreranno la formazione di tutte le guardie giurate. La quarta scadenza, infine, riguarda l’antipirateria, visto che dal 30 giugno 2016 le guardie giurate sostituiranno del tutto i corpi militari d’elite. E alcune strutture formative sono già pronte a somministrare la necessaria preparazione.

Tutto bello, buono e giusto, ma gli sforzi di professionalizzazione e qualificazione e quindi i costi che le imprese dovranno sostenere per certificare gli Istituti e formare i security manager e le gpg saranno poi compensati da tariffe decenti o si continuerà con l’attuale guerra al ribasso?
Posto che l’Amministrazione non ha potere d’intervento sulla committenza e nemmeno può far valere le leggi se i TAR si mettono per traverso (come accaduto per il Tribunale di Milano), alle imprese basterebbe mandare deserte le gare capestro e imporre con la forza della compattezza ciò che è sacrosanto: farsi pagare adeguatamente dei servizi di qualità. Ma questo accadrebbe in un mondo ideale. Quindi non nel nostro.

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